Video appunto: Verga, Giovanni - Capitolo 11 Malavoglia

Riassunto del capitolo 11 dei Malavoglia



Per andare a pesca, a padron ‘Ntoni non rimane che Alessi per cui è costretto a prendere qualcuno a giornata: o compare Nunzio che ha tanti figliuoli a carico e la moglie malata o il figlio della Locca. Lo zio di quest’ultimo, Crocifisso, non intendeva dare nulla al nipote perché, a seguito del colera, molti suoi debitori erano morti.
Purtroppo, i Malavoglia non stanno guadagnando abbastanza e non avendo sufficiente denaro per pagare i due giornalieri, padron ‘Ntoni è costretto a mettere mano al gruzzolo che ha accantonato per riscattare la casa del nespolo. Alla fine, dopo averne parlato con Mena, egli decide di vendere la Provvidenza, nell’ottica di comprare una barca nuova, se ‘Ntoni fosse ritornato con un po’ di denaro. Per questo motivo, padron ‘Ntoni prende contatti con Piedipapera. Quest’ultimo pensa che l’unico che potrebbe essere interessato è lo zio Crocifisso anche se in questo caso deve pensare alla Vespa, che corre dietro a tutti gli uomini del paese. In ogni modo, promette che si occuperà dell’affare, premettendo, però che la barca sarà venduta per un pezzo di pane perché è vecchia, tutta rattoppata ed il mestiere di pescatore non va troppo bene. Lo zio Crocifisso non ne vuol sentir parlare di questo acquisto, ma Piedipapera arriva a convincerlo, dicendo che viste le necessità dei Malavoglia, la barca, che fra l’altro non è in cattivo stato, può costituire un affare d’oro come lo era stato il negozio dei lupini. Così Piedipapera conclude l’affare per un pezzo di pane e combina anche la vendita degli attrezzi. Inoltre, Piedipapera assicura a padron ‘Ntoni che si occuperà di trovargli un lavoro a giornata, per lui e per Alessi. Infatti, padron ‘Ntoni e Alessi sono presi a giornata da Fortunato Cipolla anche se i tempi sono magri e non c’è lavoro per tutti, a condizione che sia lo stesso padron ‘Ntoni a farne la richiesta poiché egli tiene il broncio da quando padron Cipolla ha annullato il matrimonio fra Mena e Brasi. La cosa fa il giro delle bocche del paese e ognuno vuol dire la sua.

Brasi comincia correre dietro tutte le donne, la Mangiacarrubbe è disposta a sposare Brasi, ma anche la Vespa lo vorrebbe sposare con la differenza che quest’ultima è più quotata perché possiede del terreno. Per attirare il giovanotto, la Mangiacarrubbe fa la civetta, mettendosi alla finestra quando il giovanotto passa dal vicolo, cambiando ogni giorno collana di vetro e fazzoletti di seta. Ovviamente la gente chiacchiera dicendo che alla fin fine sarebbe stato meglio non annullare la promessa di matrimonio con Mena, ragazza più seria e per bene.
Per i Malavoglia, ora la situazione stava migliorando: Alessi cresce, è molto giudizioso e ogni tanto propone a Nunziata di sposarlo quando sarà grande., ovviamente dopo aver provveduto al matrimonio di Mena e di Lia. La sera gli uomini di famiglia, rientrando, trovavano la tavola apparecchiata e il cibo pronto, non c’è più bisogno di attingere al gruzzoletto messo da parte per riscattare la casa del nespolo e tutti erano un po’ più contenti, nonostante le tante disgrazie. Alessi è molto legato alla sua famiglia e alle tradizioni e nel progetto che illustra a Nunziata dimostra di essere molto assennato. Quanto alla cugina Anna essa è molto contenta perché la Mangiacarrubbe ha tolto gli occhi da dosso a suo figlio Rocco, per orientarsi verso Brasi. Padron ‘Noti ritiene che per il giovane nipote la lontananza dalla famiglia sia un bene perché quando ritornerà ogni cosa che ha lasciato gli sembrerà buona e tutti sperano che un giorno il giovanotto si rifaccia vedere con del denaro, magari sufficiente per riscattare la casa del nespolo. Ormai, era risaputo che ‘Ntoni doveva tornare ricco e molti giovanotti lo invidiavano e pensavano di partire come lui.
Un giorno ‘Ntoni ritorna, ma non ha fatto fortuna, a tal punto che si vergogna a farsi vedere dagli abitanti di Aci Trezza lacero e pezzente. In casa, gli fanno festa lo stesso e sono tutti felici di averlo di nuovo fra di loro. Per otto giorni, ‘Ntoni non esce di casa e molti lo prendono in giro perché è riapparso più povero di prima e non stato in grado di arricchirsi. Il pensiero di ‘Ntoni è diventato più radicale: delle ragazze non gliene importa più nulla ed ammira Rocco Spatu che se ne sta tutto il giorno senza fare nulla ed il risultato è lo stesso. Con queste riflessioni, ‘Ntoni si stacca del tutto dalla religione della famiglia che è del tutto basata sulla collaborazione nel lavoro e nella fatica ed il tradimento di uno, comporta la tragedia per tutti. Nonostante ciò, il nonno lo prenda con le buone dal lato compassionevole, illustrandogli i progetti alla cui realizzazione l’apporto di ‘Ntoni sarà fondamentale, ma al giovanotto non importava nulla, né la casa, né la barca.
Il capitolo termina con una conversazione fra Rocco Spatu, Vanni Pizzutio, ‘Ntoni, don Franco e Piedipapera sulla riva dove il giovane Malavoglia stava spesso a rifare le maglie delle reti oppure in ozio. Essi parlano dei fatti che succedono nel paese, di politica e delle ingiustizie sociali, tutti concetti espressi in modo molto banale.
Commento
La vendita della barca e di tutti gli arnesi necessari per la pesca è un fatto molto importante nella vita di un pescatore perché significa perdere una certa autonomia di lavoro e dallo status di “padrone” si passa a quello di “giornaliero”. Questo fatto costituisce per padron ‘Ntoni un altro passo verso il precipizio. Padron Cipolla per prenderlo alle sue dipendenze pretende un atto umiliante in base ad una logica economica spietata e che non tiene conto dei valori più elementari della dignità umana. Infatti, egli pretende che sia lo stesso padron ‘Ntoni a chiedergli per carità di assumerlo, quasi a riconoscimento del distacco che si era venuto a creare fra le due famiglie, dopo che il matrimonio fra Mena e Brasi era stato mandato a monte.
L’atteggiamento della Mangiacarrubbe che tenta di adescare Brasi Cipolla ha tutto l’aspetto di un bozzetto comico perché alla dabbenaggine del giovanotto, corrisponde la furbizia della donna; si tratta di un gioco alla cui base sta, però, un dramma sociale. I due agiscono di istinto e il loro comportamento ha come scopo l’utile e la soddisfazione del piacere. Tutto è falso e solo apparenza e all’esteriorità non corrisponde alcuna sostanza interiore. Tutto quello che si vede serve solo per trarre in inganno chi deve essere ingannato. Da questa descrizione si passa a quella di Mena che dopo la morte della madre deve gestire l’andamento della famiglia e della casa. Fra le due scene non esiste soluzione di continuità. Cambia soltanto il colore dei fazzoletti alla finestra, variopinti quelli della Mangiacarrubbe e neri quelli di Mena. Ciò che cambia notevolmente è lo sfondo interiore delle due protagoniste perché ciò che nell’una è fittizio ed animalesco, nell’altra diventa vero e umano. Il salto di qualità è enorme, eppure lo scrittore non adopera alcun artificio in tal senso.
La terza parte del capitolo è incentrata sul ritorno di ‘Ntoni che sembra avere come falsariga l’episodio evangelico del figliuol prodigo. Il giovanotto è più povero di quando è partito, ma viene accolto lo stesso a braccia aperte. Pur sapendo di ripetere inutilmente le sue parole, il nonno cerca di ridurre alla ragione il nipote scapestrato.
In questo capitolo, più che in altri, predominano le ripetizioni e mancano le descrizioni perché tutto si risolve nella narrazione di una precisa rappresentazione dei fatti e dei luoghi necessari e strumentali per l’evoluzione dei fatti stessi. Per questo motivo abbondano i monologhi e lo stile indiretto libero.