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L'adesione di Verga al Verismo

La novella di confine: Nedda

Nedda è una novella "di confine" nel percorso poetico dell'autore, infatti pur segnando un'indubbia novità nella scelta dei personaggi e dell'ambiente non si tratta ancora di un testo verista, perchè non presenta la tecnica dell'impersonalità. Mentre le scelte stilistiche appaiono indefinite.

L'adesione al verismo

L'adesione al verismo da parte di Verga avviene per la lettura di un romanzo di Emile Zola, per l'incontro di un gruppo di letterati naturalisti e per la messa in luce della questione meridionale.
Molti scrittori Italiani guardano al naturalismo Francese come esempio, ma sviluppano una particolare attenzione per le realtà locali, utilizzando l'analisi oggettiva e scientifica della realtà. Facendo propri questi valori Verga accentuò l'estraneità all'ottimismo positivistico differenziandosi dal naturalismo Francese e sviluppando una concezione negativa del progresso che si attua a spese dei singoli.

La sua ideologia è rappresentata nel ciclo dei vinti che rappresenta gli effetti del progresso nei diversi strati sociali.
Verga sostiene che per attuare la tecnica dell'impersonalità ci sia la necessità dell'eclissi totale del narratore e che la lingua si debba adeguare ai personaggi che la parlano.

Vita dei campi

E' una raccolta di 8 novelle e si tratta della prima opera verista di Verga che risulta "essersi fatta da se". Verga utilizza la tecnica della regressione rinunciando ad esprimere il suo punto di vista.

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