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Ulisse attraverso Pascoli

Poemi conviviali vediamo di nuovo la parte decadente in poemi che non sono più frammenti lirici ma forme narrative abbiamo quindi una poesia abbastanza estesa. Poemi perché si inspirano a personaggi noti oppure a persone di grande importanza per la storia italiana: Viaggio di Ulisse ma non sono poemi epici. Il Viaggio di Ulisse diventa quindi un icona dell'uomo del 900 il quale viene sempre ripreso e rivisitato e soprattutto interpretato in maniere diverse. L'Ulisse di Omero è un eroe che ha viaggiato, il viaggio è la metafora dell'esistenza e delle scoperte positive e negative che ci porta a conoscere le cose, scontrarci e far nascere in noi il desiderio di tornare alle proprie origini. Il viaggio è scoperta anche di se, impariamo a legger dentro di noi. Ulisse è il primo che incarna questo senso della scoperta. Il conflitto tra lasciare e ritornare è presente in ognuno odi noi. Dante ci presenta un Ulisse invecchiato che nonostante tutti gli amore di Itaca si rimette in viaggio per diventare “del mondo esperto”.

Ulisse attraverso Pascoli: Abbiamo una variante dell'Ulisse di Dante, l'ultimo viaggio è metaforico, è il viaggio dantesco. L'ultimo viaggio ci ricorda anche quello della morte, lo specchio della vita, ci introduce nel clima decadente: “memento mori”. Ulisse si rimette in viaggio, torna da Calipso e rivede questi luoghi. L'Ulisse Dantesco viene inghiottito dalle acque, qui invece in Pascoli lo vediamo in viaggio, non viene subito inghiottito. Pascoli interroga il paesaggio, quindi non diviene del mondo esperto. Ulisse incarna l'uomo di ogni epoca, anche quello decadente.
Dai Poemi Conviviali: L'ultimo viaggio XXIII, il vero: Abbiamo qui una prospettiva decadente. “Io torno per sapere” ovvero per conoscere. Gli elementi che ha incontrato gli hanno chiesto chi fosse, ma queste domande non sono altro che il riflesso delle sue domande. Pascoli fa ereditare questo aspetto di porre domande al paesaggio a molti poeti del 900 fino a Montale. L'ultimo viaggio XXIV, Calipso: Si rompe la nave e la marea lo sospinge in una grotta detto “ombelico del mare”, questa è un'espressione omerica. “Bianco”, Ulisse è invecchiato mentre la Dea gli aveva offerto l'immortalità. “Non esser mai! non esser mai! più nulla, ma meno morte, che non esser più! → meglio non esistere mai “esistenzialismo”, essere il nulla, piuttosto che affrontare la morte.

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