Poetica di Giovanni Pascoli

La funzione della sua poesia è quella di mostrare all’uomo dei valori; ha dunque utilità pratica. Questo tipo di poesia basata sulla spontaneità prende l'appellativo di poesia pura
Pascoli si dedica alla poesia celebrativa solo nell'ultima parte della sua vita.
Secondo il poeta esiste il sublime, ma questo va ritrovato nelle piccole cose, in quelle semplici. E' proprio per questo motivo che Giovanni Pascoli sceglie di chiamare le sue poesie in versi brevi Myricae (pianta semplice.
Queste presentano il mondo contadino in maniera mitica in quanto è l’unico in grado di definire i valori dell’operosità e della famiglia.
Tale interpretazione però non è del tutto realistica, infatti, il mondo contadino era cambiato ed entrato in crisi a causa delle scoperte tecnologiche. I piccoli contadini stavano abbandonando le campagne per ritirarsi nelle città.

Il pessimismo è la base della sua ideologia: La vita in sé è sofferenza e gli uomini devono collaborare ( concetto simile alla social catena di Leopardi).
Secondo Pascoli l’infanzia è l’unico momento felice dell’uomo, in cui tutto è in ordine sereno; la famiglia è un nido e ha funzione protettiva. Il mondo esterno è una minaccia, perché dominato dal male e la malvagità è radicata negli uomini.
La sintassi è misteriosa ed intuitiva. La sua funzione è quella di creare un’atmosfera sognante in cui il poeta esprime la propria interiorità.

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