Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli nasce a San Mauro nel 1855 e nei suoi primi anni dell'infanzia, entra nel colleggio dei padri Scolopi dove vi rimarrà fino a 1871. Il padre amministrava una tenuta agricola e il 10 agosto 1867 viene assassinato da ignoti. Questo lutto segnerà la sensibilità del poeta per tutto il resto della vita.
Nel 1873 riceve una borsa di studio all'università di Bologna, e aderirà al movimento socialista e viene condannato ad alcuni mesi di carcere per aver partecipato a manifestazioni contro il governo.
Anni sopo, incomincia la sua carriera di professore di latino e greco presso Matera e Massa e successivamente otterrà la cattedra all'università di Messina come insegnate di letteratura. Troverà un po' di pace nella casa a Lucca dove vivrà con la sorella Maria. Muore a Bologna nel 1912.

Tra le sue opere più importanti ricordiamo:

Myricae, una raccolta di poesie incentrata sui temi familiari e campestri. Tra le poesie più famose ricordiamo: Levandare, Arano, X Agosto, Novembre, Sera d'ottobre.
Canti di Castelvecchio, in queste poesie ritornano le immagini della vita campestre e delle stagioni.
I Poemi conviviali, componimenti dedicati ai miti e ai personaggi della storia antica.

La poetica di Pascoli è caratterizzata da una poesia che vede una sensibilità maturata attraverso le tragedie familiari, l'attaccamento alla sua terra, il periodo storico in cui vive, etc.
Di fronte al male e al mistero del mondo, la poesia, per Pascoli, assume un valore consolidatorio in quanto diventa per l'uomo l'unico mezzo nel suo destino di solitudine. Ogni piccola cosa quotidiana assume un valore simbolico nella sua poesia, indicano la realtà intima che sta dietro al loro significato tradizionale.

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