Il Tuono

Titolo: è informativo perché leggendo la parola "Il tuono" si capisce che si riferisce a un tema spaventoso come appunto la potenza
di un tuono che ci rende atterriti. Il titolo informativo, infatti, permette l'acquisizione di notizie e informazioni a priori, da parte del
lettore riguardanti il contenuto del testo poetico.
Strofe – Versi – Rime : è una piccola ballata di 7 versi endecasillabi, il cui primo verso costituisce la ripresa. La “e” iniziale rende la
continuità fra il filo del suo pensiero e l’evento, e dà l’idea che il poeta volesse continuare un discorso aperto in precedenza.
Lo schema delle rime è A BCBCCA. Come si può notare la chiave interpretativa è la rima fra “nulla” (= spavento, collera della natura,
vuoto, assenza) e “culla” (= rifugio contro le avversità, mondo degli affetti familiari).

L’anticlimax più la rima di “schianto”, “rifranto” e “canto” dà il passaggio dal negativo al positivo, infatti il simbolo del tuono diventa
canto.
Inoltre è presente una cesura “e poi vanì” (v.6) e un enjambement “soave allora un canto s’udì di madre (v.6-7).
Figure di timbro:
Allitterazione per consonanza in “n” (v.1);
Paronomasia fra “nella” e “nulla” che da un senso d’attesa iniziale (v.1);
Allitterazione per consonanza in “r” e per assonanza in “u” ed “o” (v.2);
Allitterazione per consonanza in “r” e per assonanza in “o” che riproduce il suono del tuono (v.4);
Allitterazione in RIMB - RIM con funzione onomatopeica
Onomatopea “il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo”.
Figure retoriche di significato:
Similitudine “nera come il nulla” paragonando il colore nero come l’ assenza e il vuoto;
Sinestesia (v.2); il tuono rimbombò, rimbalzò, rotolò (v.4) associando a quest’ultima la percezione uditiva a quella visiva.
Figure retoriche d’ordine:
Enumerazione:
.per polisindeto “e tacque, e poi rimareggiò, rinfranto e poi” che rende più lento il ritmo quando il fenomeno sta per finire;
per asindeto fra “rimbombò”, “rimbalzò” e “rotolò” che dà un ritmo incalzante e veloce, senza interruzioni, come un treno.
Lo stile: questa poesia, come si può notare è un lungo periodo scandito da virgole e spezzato a metà dai due punti. Nella prima
parte c’è una proposizione reggente e una frase ipotattica mentre la seconda parte è composta da frasi paratattiche.
Il lessico: non è complesso, infatti questa poesia è stata scritta alla fine dell’ottocento. Di particolare rilevanza, è l’aspetto fonico
della poesia, infatti, inizialmente si hanno vocali chiuse “nera come il nulla”, poi vocali aperte “tratto… arduo, frana… tuono” e
chiuse “fragor… dirupo”. Infine vi sono parole tronche con echi di scoppi sonori “rimbombò, rimbalzò, rotolò, rimaneggiò” che
risuonano cupi in lontananza fino allo svanirvi attraverso quel “vanì”.
Campi semantici:
di colore “notte nera”
percettivo - sonoro “rimbombò, rimbalzò, rotolò – “Soave allora un canto s'udì di madre” “il moto di una culla”
Intenzione comunicativa
Pascoli, con questa poesia, vuole descrivere il tuono che, con alto fragore, rintrona nella notte scatenandosi in tutta la sua violenza
terribile. L’essere umano all’udire questa voce possente della natura, s’impaurisce come il bimbo che piange spaventato nella notte
buia.
All’immagine minacciosa della natura si contrappongono, però, le figure rassicuranti della madre e della culla.
Infatti, ad intervenire per tranquillizzare il suo bimbo fu la madre, la quale si assume un simbolo di protezione, di sicurezza e di pace
serena.

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