Video appunto: Pascoli, Giovanni - Temporale, analisi

Temporale da Myricae



Analisi metrica e del contenuto



Del 1892, Temporale rappresenta uno dei primi lavori di Pascoli. Intrisa delle influenze simboliste francesi, la lirica si presenta breve e quasi ungarettiana: c'è solo un verbo infatti ("rosseggia"), dove il colore, forte, prepotentemente si impone nel paesaggio.
Lo schema metrico è quello della ballata piccola, composta di versi settenari, con rima ABCBCCA.
La poesia inizia con un verso in cui è presente l’unica nota uditiva della poesia (il resto, infatti, è basato sulle sensazioni visive) “bubbolio”, che è anche una parola onomatopeica avente la funzione di rappresentare il rumore e il mormorio sordo del tuono. Nella seconda strofa il poeta ci descrive l’arrivo di un temporale e, per analizzare meglio la poesia, si potrebbe dividere questa strofa in due parti.
Nella prima il poeta ci descrive il temporale che si abbatte sulla terra, e ci riporta ad un quadro impressionista in cui ci sono contrasti di luci e ombre e in cui il colore stesso è usato in modo rivoluzionario.
Nella seconda parte, invece, è presente un’analogia “tra il nero un casolare” e “un’ala di gabbiano”.
La descrizione del paesaggio è realizzata con tecnica impressionistica, che accosta immagini e note di colore, suggerendo una visione d’insieme. L’efficacia rappresentativa del fenomeno naturale è indubbia, ma appare anche evidente che il poeta attribuisce agli elementi del paesaggio una valenza simbolica e che la natura riflette lo stato d’animo del poeta: l’orizzonte infuocato del tramonto sembra richiamare l’idea del sangue, le nubi nere come la pece (il nero, associabile alla morte, viene di nuovo richiamato al sesto verso, a ribadire la sua centralità) sono simbolo di una realtà angosciante, in mezzo alla quale s’intravede una casa che deve supporsi bianca, per l’analogia che il poeta stabilisce con un’ala di gabbiano. La casa bianca associata all’ala di gabbiano richiama l’idea del nido ed è simbolo positivo degli affetti famigliari. Tuttavia, la loro funzione protettrice appare fugace, evanescente, in quanto si colloca in un contesto cupo di morte.

Analisi dello stile



Altrettanto interessanti sono lo stile e il lessico. Apre infatti la poesia una parola onomatopeica, simbolo dell'innovazione pascoliana. Ma a dominare la lirica è un'analogia fortissima, tipica del movimento simbolista: l'ala di gabbiano. Oltre il fortissimo contrasto cromatico tra il bianco e il nero, è forte il richiamo al volatile. L'ala si fa metafora della condizione del nido familiare: si scaglia contro il vento, ma è pur sempre debole e non è ben chiaro se riesce a resistergli o meno.
Sul piano sintattico la poesia è caratterizzata da frasi brevi senza verbo (sintassi nominale), con l’uso prevalente, sul piano lessicale, di sostantivi e di aggettivi sostantivati, mentre è praticamente assente il verbo. Il ritmo è frammentato e spezzato da pause forti, anche all’interno dei versi.