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Giovanni Pascoli

Nacque a San Mauro di Romagna nel 1855 da una famiglia agiata economicamente. Dai 7 ai 14 anni il poeta studiò nel collegio ad Urbino che dovette abbandonare dopo la morte del padre ucciso da sconosciuti mentre tirato da una cavallina storna tornava a casa dalla fiera di Cesena. Colpito da lutti familiari come la morte della mamma e della sorella maggiore Pascoli continuò a studiare e dopo aver vinto una borsa di studio si iscrisse alla facoltà di lettere dell’università di Bologna. Successivamente egli divenne insegnante di latino e greco, prima al liceo di Matera, poi in quelli di Massa e Livorno. In questa ultime due città chiamò a vivere con se le due sorelle ricostruendo quel nido familiare che i vari lutti avevano sciolto. Questo avvenimento però portò al Pascoli a chiudersi ancora di piu in se stesso quasi come un fanciullo che cerca dentro le pareti del nido la protezione dal mondo esterno. Dopo alcuni anni Pascoli finalmente occupò la prestigiosa cattedra di Letteratura dell’università di Bologna dove morì nel 1912 .

Pascoli ebbe una concezione dolorosa della vita influita dalla tragedia familiare e dalla crisi del positivismo. La crisi familiare ispirarono il mito del nido familiare da ricostruire dopo la morte in rapida successione del padre della madre della sorella maggiore e dei fratelli. L’altro elemento fu la crisi del positivismo che travolse i suoi principi della scienza e del progresso perché lo sviluppo morale dell’uomo ancora oggetto dell’egoismo era talmente in ritardo rispetto allo sviluppo della scienza che anche se il poeta vedeva nella scienza la via di risoluzione di tali problemi la accusò di aver reso più infelice l’uomo concludendo affermando che tutto è mistero nell’universo e che gli uomini sono delle creature fragili soggette alla morte e al dolore,vittime di un destino oscuro.
Da questa contestazione Pascoli afferma che gli uomini devono aiutarsi,deve esserci solidarietà e fratellanza e che solo con questi principi gli uomini possono vincere il male e il dolore che incombe su di essi.
La poetica di Pascoli è legata alla sua concezione del mistero come realtà che ci avvolge. A esplorare questo mistero si sono rivelate impotenti tanto la filosofia quanto la scienza perché l’una non ha saputo dare una spiegazione sicura del mondo, l’altra non ha saputo assicurare all’uomo la felicità. Ma li dove la scienza e la filosofia hanno fallito vi è il poeta il quale può rivelare il mistero attraverso improvvise intuizioni. Partendo da queste capacità conoscitiva della poesia Pascoli elaborò una particolare tecnica che va sotto il nome di poetica del fanciullino. Egli fa del fanciullino il simbolo dell’irrazionale e dice che è presente in tutti gli uomini per cui tutti gli uomini sono considerati dei poeti anche se nella maggior parte di essi il fanciullino tace perché gli uomini sono distratti dai propri interessi o dalle loro attività mentre nei poeti veri il fanciullino fa sentire la sua voce di stupore davanti alla bellezza della natura ed al fascino del mistero.
Puer ut poeta = fanciullo come poeta anche se deve essere il fanciullo che deve emergere nei versi del poeta. Il poeta inoltre differenzia la poesia pura e la poesia applicata. La prima è una poesia ingenua,fatta di stupori, la seconda invece non è ingenua e parla di guerre.
Nelle poesie di Pascoli troviamo elementi sia classici che del decadentismo. Il classicismo di Pascoli è diverso da quello tradizionale (piu armonioso) e carducciano perché il suo è influenzato dal pessimismo verso la vita. Gli elementi del decadentismo invece sono :
- il senso smarrito dell’infinito
- la concezione della poesia come rivelazione dell’ignoto
- il simbolismo,cioè la tendenza a vedere le cose non nel loro aspetto realistico ma come segni o simboli
- fiacchezza di temperamento

Le opere di Pascoli sono :

- Myricae , prima raccolta di poesie dedicate al padre Ruggiero. Il tema dominante è la campagna contemplata e colta nei suoi vari aspetti e momenti specialmente in quelli più tristi dell’autunno quando è ancora vivo il ricordo dell’estate trascorsa e si avverte il presagio dell’inverno imminente
- Poemetti in cui si narra la storia di una famiglia di contadini della Garfagnana che ha un ciclo di vita parallelo a quello delle quattro stagioni

- I canti di castelvecchio dedicati alla madre e visto come un proseguio delle Myricae
- Poemi conviviali dove Pascoli rievoca leggende e figure del mondo classico greco e romano
- Odi ,inni, i poemi del risorgimento e i poemi italici sono le raccolte che contengono le poesie d’ispirazione civile e umanitaria.
- I carmina (poesia latina)

I motivi di ispirazione della poesia pascoliana sono essenzialmente 4 :

- il motivo delle memorie autobiografiche : rievoca con commozione i momenti della vita del poeta e i lutti familiari
- la celebrazione degli ideali morali patriottici e umanitari
- il motivo georgico si sviluppa nella contemplazione della natura e della campagna
- il senso del mistero della vita e della cosmicità della terra

La differenza tra Carducci e Pascoli è la seguente : Carducci sprigiona un senso di sanità e forza morale,di ottimismo, di equilibrio interiore e di ottimismo e di fede nella vita mentre la poesia di Pascoli è senza certezza e fede ed è strutturalmente frammentaria e spezzata sfumata ed indefinita

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