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Il pensiero e la poetica di Giovanni Pascoli

Fra umanitarismo e nazionalismo
L’esperienza del carcere segnò profondamente Pascoli, e in particolare gli fece capire quanto fossero importanti i valori della concordia tra gli uomini e la solidarietà.
Per questo, quando parliamo della sua ideologia, parliamo di umanitarismo.

A partire invece dal fenomeno dell’emigrazione vediamo nascere in Pascoli l’ideale nazionalistico, tanto che si schiera a favore dell’intervento coloniale in Africa.
Ciò che portò Pascoli a considerare l’emigrazione come un fattore del tutto negativo, è che essa aveva come effetto la devastante distruzione del “nido” familiare.

Una nuova poetica
La poetica di Pascoli si basa principalmente su quanto esposto dal poeta stesso nel saggio “Il fanciullino”, in cui Pascoli sostiene che dentro ogni uomo è nascosto un fanciullino in grado di provare meraviglia e stupore e di scoprire, pertanto, i misteri che si nascondono in ogni cosa.

Di questo però è capace solo il poeta. Ed è così che nasce la poetica della meraviglia e dello stupore, attraverso la quale si può conoscere la realtà vera, quella inaccessibile per via razionale.

Ed è proprio perchè solo la poesia (secondo Pascoli) può essere usata come strumento di conoscenza del mondo, che egli matura una forte sfiducia nella scienza.
Entrambi gli aspetti appena citati, ci portano a collocare Pascoli all’interno di una prospettiva decadente.
Infatti, ad esempio, il ritorno all’infanzia può essere considerato una sorta di tentativo di evasione dalla realtà presente.
Ma la sua sensibilità decadente la si nota soprattutto da ciò che egli ha in comune con il Simbolismo francese, ovvero:
la ricerca dei significati nascosti delle cose
l’uso di un linguaggio simbolico e musicale (soprattutto di analogie) per esprimere suddetti significati.

Il suo stile può essere definito impressionistico, perchè vuole dare delle impressioni sensoriali immediate attraverso l’uso di legami di suono tra le parole (il significato grammaticale quindi è messo in secondo piano).

I temi della poesia di Pascoli
I temi ricorrenti nella sua poesia sono:
- Il ricordo dei cari defunti e l’assassinio del padre, quindi in generale il pensiero della morte.
- L’esaltazione del “nido”, visto come SIMBOLO del mondo chiuso, accogliente e protettivo degli affetti familiari.

- la celebrazione della natura (che il poeta riesce a vedere in profondità grazie alla sua sensibilità da fanciullino).
- il significato simbolico e misterioso attribuito ad alcuni elementi del paesaggio
- il senso di angoscia e smarrimento di fronte all’immensità del cosmo
- l’affrontare temi esistenziali riprendendo i miti del mondo classico

L’innovazione stilistica

Linguaggio analogico e allusivo
il linguaggio analogico in Pascoli si basa analogie tra le cose che creano legami tra realtà anche profondamente diverse e lontane. in questo modo è possibile scoprire legami nascosti, e quindi parliamo di potenza allusiva del linguaggio.

I simboli
le parole spesso assumono un significato simbolico, cioè creano un nesso tra il simbolo e la realtà simboleggiata.
ad esempio il “nido” simboleggia la realtà del legame familiare.

la struttura sintattica
la struttura sintattica è prevalentemente PARATATTICA, cioè costituita solo da frasi principali

la metrica
pascoli usa versi, strofe e rime propri della tradizione, ma li rende nuovi grazie al variare degli accenti ritmici, che creano effetti musicali particolari.
questo grazie all’inserimento nei versi di:
- puntini di sospensione
- incisi
- punti fermi
- punti esclamativi e interrogativi
Le pause a volte riescono a conferire alla poesia una certa drammaticità

Aspetti fonici
fa uso dell’ONOMATOPEA,ovvero il riprodurre il suono di un oggetto o di un’azione tramite una parola che dal punto di vista semantico non ha significato, ma che descrive il modo in cui il nostro orecchio sente quel suono (es. “gre gre di ranelle")

importante è anche il FONOSIMBOLISMO, cioè quel procedimento basato sulle suggestioni provenienti dai suoni delle parole (scelte più per il loro valore fonico che semantico).

il plurilinguismo
si parla di “Plurilinguismo Pascoliano” perchè egli usa
sia termini aulici che colloquiali o dialettali;
o anche termini tecnici e scientifici;
o ancora, espressioni straniere.

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