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La Simbologia pascoliana

È stato Giorgio Barberi Squarortti che con risultati convincenti ha indirizzato l’esegesi della produzione poetica di Giovanni Pascoli; verso una direzione simbolica, rimarcando in ciò una valenza propriamente e profondamente decadentistica.
• il nido: è questa l’ immagine ~ pasco liana più ricorrente, che indica chiusura all’esterno, ma al tempo stesso un’area brulicante di intimità, di sentimenti e di sensazioni. Questa metafora ornitologica allude chiaramente al nucleo familiare, che per il poeta è stato teatro di indimenticabile violenza. II “’nido familiare” resta il luogo insostituibile di rapporti irrevocabili, come quello con la madre o le sorelle che, condizionate da una morbosa condizionate da una morbosa di instaurare qualsiasi altro rapporto;
La siepe’: si tratta di una variante del nido, che rinvia al concetto di “chiusura”, ma anche di “protezione”. Mentre per Leopardi rappresentava I’ ostacolo fisico e la spinta a vedere oltre i I limite verso I” infinito, per pascal i è I’ espressione della pulsione è l’espressione della pulsione all’ isolamento, che, però, innesca sensazioni positive.

II fiore: anch’ esso rappresenta la paura verso la vita e verso ogni altra relazione umana, soprattutto quelle amorose (i I fiore è metafora della donna). La lirica Digitale purpurea, per esempio, sprigiona un segreto fascino propria grazie al fiore che si rinchiude in sé, se viene toccato;
• il cimitero: terribile e perturbante luogo chiuso e limitato”, esso può essere considerato il “’nido dj morti”. Di fronte ali” indifferenza del cielo (così drammaticamente lontano in X agosto) sta, oscura e viscerale, Ia presenza consolatrice dei morti. Con essi è possibile e auspicabile l’unico rapporto che 9 I i esseri viventi rapporto che 9 li esseri viventi possano realizzare con “qualcuno”, poiché essi sono ; soli che non tradiscono e non ingannano, in quanto fanno parte, come la tradizione ancestrale degli avi insegna, dell’Aldilà, che è il “mondo della verità”
La chiusura verso il mondo degli uomini, manovrati dal dèmone della violenza e dell’inganno, e la speculare attrazione verso il mondo dei defunti determinano tre conseguenze, che la psicoanalisi annovera fra i comportamenti disvianti: • la frustrazione, che deriva dalla scelta dell’ auto-esclusione rispetto alfa realtà; ~ la regressione verso uno stato prenatale, cioè verso una condizione di esistenza prima del tempo, nella quale tutto acquista il sapore della verità e della chiarezza; il voyeurismo: la presenza dei morti nel Gelsomino notturno costringe il poeta alla parte del voyeur, che contempla il gioioso attuarsi di un rapporto d’amore tra due novelli sposi, avvertendo un morboso tremore e un inconfessabile turbamento.

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