L’atmosfera descritta nel poesia è quella di una sera illuminata dalla luce del sole in cui prevalgono sensazioni uditive e visive, dietro le quali però, come nelle altre opere di Pascoli, si celano dei significati nascosti.
In tutte e tre le strofe, nella prima quartina ci sono immagini di calme, serene e di pace , mentre nella seconda quartina ci sono immagini più inquietanti perciò c’è il passaggio all’interno di una stessa strofa di un’atmosfera che va dal tranquillo e sereno all’angoscia e alla morte, rappresentata dal verso stesso dell’assiuolo.
1° Strofa: la luna sta per sorgere, il cielo è rischiarato e tutta la natura sembra attendere che la luna appaia. La luna assume perciò un significato positivo, ovvero quello di elemento rasserenante e purificatore . sempre nella stessa strofa ci sono però elementi contrastanti, come se qualcosa stesse per abbattersi sulla natura. In lontananza ci sono infatti nubi nere e lampi. Inoltre si percepisce il suono dell’assiuolo : il verso dell’uccellino, che per Pascoli ha sempre un significato simbolico, ha un tono angosciato e lugubre, quasi funebre.

2° Strofa: all’inizio dominano le immagini pacifiche e quiete con il chiarore delle stelle e il rumore del mare che rappresenta per Pascoli i momenti legati alla madre. Contemporaneamente però, si sentono i rumori dello scroscio del vento fra la vegetazione, che risultano invece più misteriosi e inquietanti , oltretutto riprende nuovamente il verso dell’uccello.
3° Strofa: All’inizio domina la luce della luna che colpisce gli alberi, ma subito si contrappone il rumore angosciante del vento che soffia e delle cavallette. La notte porta con sé, l’angoscia della morte che sempre perseguitano la vita del poeta e non permette che i cari, ormai defunti, ritornino da Pascoli.
Tutta questa scena, questi suoni, questi immagini e sensazioni, fanno riaffiorare alla mente del poeta i suoi drammi personali, ciò che lo colpì durante la sua giovinezza e che per sempre lo accompagnerà.
Per quanto riguarda la forma, Pascoli utilizza diverse figure retoriche:
Analogie: alba di perla, soffi di lampi, nero di nubi, nebbia di latte, cullare del mare, sospiro del vento, pianto di morte, finissimi sistri d’argento.
Ci sono anche allitterazioni e onomatopee, come “fru fru tra le fratte”.
Molto importante nell’opera rimane comunque il linguaggio simbolico di Pascoli.

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