Concetti Chiave
- La poesia evoca la memoria, rappresentando la tempesta come simbolo della vecchiaia e del passaggio verso la serenità dell'infanzia.
- La natura è vividamente descritta attraverso onomatopee e tempi verbali, animando il contesto e trasmettendo emozioni legate al tempo che passa.
- Il suono del ruscello segna la transizione dalla tempesta alla tranquillità, simboleggiando la conclusione di un periodo tumultuoso.
- La parte finale della poesia utilizza ossimori e sinestesia per trasformare il caos in una dolce ninnananna, creando un'atmosfera di calma.
- Il termine "nidi" funge da metonimia, rappresentando l'unione tra le esperienze dell'età avanzata e il mondo infantile.
Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.
E', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.
Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Nè io ...
che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don ... Don ... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra ...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era ...
sentivo mia madre ... poi nulla ...
sul far della sera.
Analisi della poesia e della memoria
E' una poesia della memoria. La tempesta è la vecchiaia, è quella della vita che si affievolì con la sera, quando ritorna la pace dell’infanzia. Questa poesia deve essere letta considerando il fanciullino: nella sera torna la voce del fanciullo e la poesia è l’unione tra la voce del vecchio e il chiacchiericcio dei bambini.
La natura e il passaggio del tempo
Nella prima strofa la natura si anima attraverso i tempi verbali e le onomatopee. La seconda strofa trasforma la sera in passaggio della memoria che compare con il suono del ruscello.
La tempesta e la serenità finale
La tempesta che sembrava infinita è diventata finita nel suono di quello stesso ruscello. Tutto si rasserena. La strofa finale è molto elaborata: inizia con il suono delle campane, i verbi vanno dal preciso all’indistinto. Tutto, grazie all’ossimoro e alla sinestesia, si trasforma in una dolce ninnananna. La parola chiave è “nidi” (metonimia-il contenene per il contenuto).
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della tempesta nella poesia?
- Come si manifesta il passaggio del tempo nella poesia?
- Qual è il ruolo della natura nella poesia?
La tempesta rappresenta la vecchiaia e le difficoltà della vita, che si affievoliscono con l'arrivo della sera, simbolo di pace e ritorno all'infanzia.
Il passaggio del tempo è evidenziato dalla trasformazione della natura e dai suoni del ruscello, che evocano la memoria e la serenità della sera, contrastando con il tumulto del giorno.
La natura anima la poesia attraverso i suoni e i colori, creando un legame tra il fanciullo e il vecchio, e culminando in una dolce ninnananna che riflette la serenità finale.