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Pascoli: La grande proletaria si è mossa


Questo è uno dei pochissimi interventi politici dell’autore. Pascoli non interviene molto in campo politico, non è coinvolto come D’Annunzio che è un acceso nazionalista, che è un umo che partecipa anche con delle azioni alla grande guerra come l’impresa di fiume la formazione di uno stato autonomo che durerà qualche mese ,e che fa dei discorsi molto netti e chiari sulla necessità dell’Italia entri nella grande guerra. Pascoli però, fa un intervento a Barga nel 1911 in occasione della campagna di occupazione della Libia.

Digressione su Giolitti

In politica estera Giolitti ad un certo punto si avvicina alle forze più conservatrici e clericali perché non collabora più con il partito socialista perché ha prevalso l’ala massimalista, rivoluzionaria, che sosteneva che non ci doveva essere più collaborazione con le forze liberali, democratiche e borghesi, così lui viene spinto da queste forze conservatrici , nazionaliste e dal partito industriale ad intervenire per fare una politica di potenza che dia all’Italia lo stato di potenza coloniale e quindi nel 1911 avviene l’occupazione della Libia, ci fu un dibattito molto acceso sull’opportunità di questa campagna ed un radicale come Salveni disse che era soltanto uno scatolone di sabbia , non sarebbe servito a nulla che sostanzialmente sarebbe stato solo uno spreco di denaro pubblico.

Prima motivazione

Pascoli scrive, pronuncia e poi pubblica il suo discorso. Lui si dichiara a favore dell’occupazione della Libia , curioso poiché lui si dichiarava di orientamento socialista (antiimperialista, ovvero contro le guerre coloniali ), ma lui per spiegare il suo punto di vista fa un ragionamento molto particolare e personale: la guerra coloniale è presentata da Pascoli come una necessità per i cittadini italiani che erano stati costretti per decenni ad emigrare e lavorare in paesi stranieri e non solo vivono il dramma dell’emigrazione , ma sono anche sfruttati nei paesi d’arrivo .Questa guerra permetterà ai lavoratori che hanno necessità di abbandonare l’Italia la garanzia di lavorare in un territorio italiano. Questa è la prima spiegazione che da che si rifà molto alle caratteristiche del colonialismo italiano Pascoli sta mettendo nero su bianco quella che è la logica del colonialismo italiano che conquista dei territori che vengono considerati solo come valvola di sfogo per l’emigrazione, ma che non va a sfruttare le risorse.
Da cosa è composto l’impero coloniale Italiano?
Le prime conquiste avvengono nel Corno d’Africa (Eritrea, Somalia, Etiopia, e Libia) Il primo insediamento coloniale è la Baia di Massaua nel 1882, nella parte finale dell’800, anni ’80-’90, le conquiste si ampliano con l’eritrea e la Somalia, nel 1911 l’Italia conquista la Libia e nel 1935-36 l’Etiopia.

Seconda motivazione

La seconda motivazione che lui addice è la difesa del prestigio internazionale dell’Italia, all’ora la guerra e le conquiste coloniali vengo viste come modo per affermare la potenza di un paese e l’Italia che era stata tanto poco considerata in Europa con questa prova di forza avrebbe acquisito prestigio agli chi degli altri paesi europei.

Obiezione

L’obiezione che vene fatta nei confronti di pascoli è che lui nel suo ragionamento non tiene assolutamente in considerazione il principio dell’autodeterminazione dei popoli. Con il suo discorso pascoli fa capire che pensa che il popolo della Libia non è in grado di progredire sulla via della civiltà e che gli italiani possono svolgere una missione civilizzatrice, ottica molto imperialista, infatti il suo discorso provoca molte polemiche poiché lui si proclama socialista, ma in questo discorso ragiona come un’imperialista.
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