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“Il Gelsomino notturno”: analisi del simbolo del fiore

Il fiore è il simbolo dell’unione tra Eros e Thanatos perché per Pascoli vivere l’eros è come diventare adulto e quindi comporta la morte del fanciullino.

Una delle poesia che più contiene questo simbolo è “Il Gelsomino notturno” contenuta in <Canti di Castelvecchio> scritta in occasione del matrimonio dell’amico Gabriele Briganti dove viene ripreso l’epitalamo cioè poesia scritta vicino al talamo (letto) nunziale che è un genere classico. Queste poesia si chiamavano così perché sono una celebrazione della prima notte di nozze dove doveva avvenire formalmente la prima notte eroica.
Si augurava fecondità in quella notte.
La sua poesia però è sofferenza poiché l’eros avviene di notte ma per Pascoli la morte è notte e non concepisce poiché si deve dar vita ad un nuovo essere nel cuore della morte.

L’eros ha due significati: l’eros è simbolo di vita (concepimento) ma anche di morte.
Per questa ambivalenza, il colore dell’eros è il rosso porpora che è il colore del sangue che è ambivalente perché è la vita e la morte.

Questa poesia parte dal dato naturale cioè questa varietà purpurea di gelsomino che schiude il fiore di notte quindi a questi fiori avviene la fecondazione di notte. Questo elemento viene associato per analogia alla notte dei due sposi in cui ci si augura che la sposa abbia il rito di fecondazione come il gelsomino.

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