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Parafrasi, Commento, Figure retoriche de Il Gelsomino Notturno


Introduzione

La poesia Gelsomino notturno fu composta e pubblicata nel 1901 e inclusa nei Canti di Castelvecchio nel 1903. I versi furono scritti in occasione del matrimonio dell’amico del poeta Raffaele Briganti; con tutta una serie di simboli ci presenta il tema dell’unione fra un uomo e la donna con la conseguente nascita di una nuova vita. Il poema è un esempio molto efficace del simbolismo italiano.
Il titolo è dovuto ad una pianta chiamata anche Bella di notte che solo la notte si apre, diffondendo intorno un profumo penetrante per richiudersi poi quando arrivano i primi raggi del sole.
La poesia e tutto un susseguirsi di immagini ed impressioni che sembrano casuali, ma in realtà legati da una logica che è assai difficile da capire perché collegata al simbolismo

Parafrasi

Nell’ora in cui il poeta pensa ai suoi cari scomparsi, cioè la sera, il gelsomino notturno si schiude ed è come se iniziasse a vivere. E’anche l’ora in cui fra i viburni cominciano a svolazzare le farfalle notturne. Tutt’intorno è silenzio: non si odono più le grida dei bambini e solo nella casa si percepisce la presenza di qualcuno che bisbiglia. Nel nido i piccoli stanno dormendo sotto le ali della madre, simili agli occhi chiusi sotto le ciglia. Dalle corolle aperte del gelsomino esala un profumo che fa pensare a quello delle fragole mature. Nella sala da pranzo si intravede una luce mentre sulle tombe pare che l’erba stia crescendo. Un’ ape arriva in ritardo all’alveare ma trova occupate tutte le celle, per cui viene esclusa. Nel cielo azzurro risplende la costellazione delle Pleiadi che il poeta, a causa del tremolio delle stelle, paragona ad una chioccia che si porta dietro la sua covata. Il profumo dei fiori di gelsomino appena schiusi è portato via dal vento, mentre qualcosa si anima nella casa: al piano terra, la luce della sala si è spenge, mentre ora la luce si sta muovendo lungo le scale che portano in camera e qui si spenge. Alla fine giunge l’alba, i petali dei fiori di gelsomino si sono un po’ avvizziti, però il mistero della vita si è compiuto e nascerà una nuova vita.

Commento

La poesia si sviluppa intorno ad una metafora o similitudine sessuale, carica di simbolismo. La sera delle nozze viene consumato un rapporto fra i due sposi da cui nascerà una nuova vita e il gelsomino notturno ne è il simbolo perché di giorno si chiude e la notte si apre. Questo simbolismo si esprime anche con l’immagine della farfalla notturne che trasportano il polline di notte e fecondano i fiori.
Il crepuscolo e la notte creano malinconia nell’animo del poeta: come l’ape tardiva che non trova più posto nell’alveare egli è preso da un senso di sofferenza causata dal sentimento di esclusione dall’amore e dalle gioie familiari (infatti Pascoli non si è mai sposato). D’altre parte, l’arrivo della notte ravviva il ricordo delle persone care ormai morte, tema questo presente in tante altre poesie e quindi che potrebbe essere definito ossessivo. Nel testo è presente il contrasto vita/ morte: infatti
• sulle tombe dei defunti si ode l’erba crescere
• i fiori che sbocciano fanno pensare ai morti
• nonostante che le farfalle crepuscolari volino di notte, esse impollinano i fiori dando così impulso alla vita
• il ventre della donna è definita urna (quindi un termine che fa pensare alla morte, tuttavia essa genera una nuova vita)
Figure poetiche
Nel testo sono presenti alcune figure poetiche:
• la sinestesia cioè la corrispondenza fra sensazioni di vario tipo: “l’odore di fragole rosse” richiama una sensazione visiva ed una sensazione olfattiva, “pigolio di stelle” la sensazione visiva delle stelle che luccicano è associata alla sensazione auditiva, cioè al pigolio dei pulcini dietro la chioccia
• l’ossimoro, cioè l’associazione di due termini opposti: le tombe, di solito simbolo di morte diventano anche simboli di vita perché sopra di esse nasce l’erba.
Il conclusione, si può dire che la poesia Gelsomino notturno è un componimento poetico molto rappresentativo del simbolismo pascoliano.
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