Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Carducci, inizialmente giacobino e repubblicano, si avvicinò alla monarchia, celebrando il mito di Roma nelle sue opere.
  • La sua carriera accademica decollò con la nomina a Bologna nel 1860, dove fondò la scuola carducciana, caratterizzata da rigore filologico.
  • Negli anni Settanta, la morte della madre e del figlioletto influenzarono profondamente la sua poesia, portandolo a scrivere opere celebri come "Funere mersit acerbo".
  • La sua produzione poetica degli ultimi anni riflette nostalgici rimandi al passato, accompagnati da sentimenti di insoddisfazione e malinconia.
  • Carducci affronta il tema della morte con una forma poetica classica, usando il sonetto per sublimare il dolore per la perdita del figlio.

Indice

  1. Gioventù e formazione di Carducci?
  2. Insegnamento e prime opere
  3. Svolta professionale e politica
  4. Anni Settanta e cambiamenti personali
  5. Riconoscimenti e ultime opere
  6. Sonetto e riflessioni personali
  7. Rievocazione della Maremma
  8. Poesia e riflessioni sulla morte

Gioventù e formazione di Carducci?

Carducci in gioventù dimostrò un veemente spirito giacobino, fu un democratico repubblicano e un anticlericale intransigente, nella maturità si avvicinò alla monarchia e appoggiò il governo Crispi. Nelle sue opere ufficiali critica il grigiore e la viltà dei tempi presenti e spinge la ricerca nella storia passata degli ideali  celebra il mito di Roma e della romanità.

Giosuè Carducci nacque nel 1835 in Versilia, tuttavia trascorse l’infanzia nella maremma toscana, proprio il periodo felice dell’infanzia verrà ripreso nei suoi lavori come un epoca mitica , irrimediabilmente perduta e nostalgicamente accarezzata. La sua prima formazione fu essenzilamente domestica e quanto la famiglia si trasferì a Firenze nel 1849 studiò presso gli Scolopi e successivamente si laureò in lettere alla normale di Pisa.

Insegnamento e prime opere

A firenze conobbe gli “Amici pedanti” che si proponevano di restaurare il classicismo e combattere ogni forma di sentimentalismo romantico. Dopo la laurea si dedicò all’insegnamento, ma la morte del fratello Dante e del padre lo postarono a occuparsi della famiglia. In quest’epoca compose numerose poesie che sfociarono prima nella raccolta delle Rime (1857) e successivamente in quella delle Juvenilia (1860).

Svolta professionale e politica

Una svolta fondamentale nella vita professionale di Carducci fu la nomina alla cattedra di letteratura italiana all’università di Bologna nel 1860,dove insegnò poi fino al 1904, dando vita con i suoi migliori allievi a una scuola critica ispirata al rigore filologico e alla ricerca storica erudita che prende da lui il nome di scuola carducciana.

Una svolta ancora più profonda fu determinata dalla delusione per gli esiti del processo risorgimentale. Si affiliò alla massoneria, frequentò gruppi democratici repubblicani di ispirazione mazziniana, partecipò attivamente alla vita politica; affiancò all’attivismo politico anche seri studi storici e le suggestive e appassionanti letture di poeti romantici contemporanei di orientamento ideologico affine soprattutto il francese Victor Hugo scopre le potenzialità espressive e i nobili ideali del romanticismo. La poesia di questi anni è caratterizzata da violente invettive e spietati sarcasmi, sono componimenti di natura anche politica

    - Giambi ed epodi (1882)

    - Inno e Satana (1963)

Anni Settanta e cambiamenti personali

Gli anni Settanta si aprono per Carducci con la parziale soddisfazione per la presa di Roma e con il grave trauma privato della morte della madre e del figlioletto Dante (1870) cui dedicherà due delle sue più celebri poesie (Funere mersit acerbo e Pianto antico). Fra il 1872 e il 1878 si colloca anche l’intensa relazione affettiva con una donna sposata, Carolina Piva (Lina nome fittizio). Tuttavia il dato saliente è il progressivo distacco di Carducci dai gruppi repubblicani e il suo riavvicinamento alla monarchia, che ha nell’incontro con i sovrani a Bologna nel 1878 e nella successiva pubblicazione di un’ode Alla regina d’Italia, il suo momento cruciale. la consacrazione della svolta politica e della sua fama come poeta vate dell’Italia umbertina giunse nel 1890 quando venne nominato senatore del Regno.

Riconoscimenti e ultime opere

Sempre più spesso nei suoi versi il suo sguardo si sposta con animo nostalgico dal presente al passato, sia esso storico o personale; sempre più spesso affiorano temi e sentimenti di profonda insoddisfazione, disillusione, malinconia, amarezza. gli anni Settanta e i primi anni Ottanta sono in effetti i più fecondi di opere capaci di resistere al tempo: Nel 1877 pubblica la prima raccolta di Odi barbare, nel 1882 la seconda, nel 1889 la terza. Nel 1887 poi pubblica l’altra sua maggiore raccolta intitolata Rime nuove. Negli ultimi anni si segnalano,

oltre all’attività didattica e critica mai interrotta, il suo impegno politico a favore di Crispi e l’amore per una giovane poetessa (Annie Vivanti) cui dedicò diversi componimenti. Il suggello definitivo della sua carriera fu il conferimento del premio Nobel nel 1906 che precedette di poco la sua morte avvenuta nel 1907.

Sonetto e riflessioni personali

Carducci in questo sonetto risolve quasi miracolosamente in forme di classica compostezza lo strazio per la morte del figlio. Qui egli riesce a velare e a sublimare il proprio personale dolore, che viceversa la letteratura romantica suggeriva di esprimere a piena voce e in forme intensamente patetiche. la scelta delle parole e l’intonazione servono a svelare una sofferenza non altrimenti espressa. Tutto il componimento è poi un invocazione al fratello affinché lo guidi nel mondo dei morti che è dipinto come tenebroso  contrasto tra mondo dei vivi “florida collina tosca” e mondo dei morti.

Rievocazione della Maremma

Il soggetto di questo sonetto dell’aprile del 1885 (compreso nelle Rime nuove) è la Maremma dell’infanzia, rivista di persona, in occasione di un viaggio, e qui rievocata, senza presenze umane, come puro paesaggio capace di imprimere la sua impronta nell’animo del poeta. Più che un abbandono al flusso dei ricordi, come accade altre volte, l’occasione suggerisce a Carducci un bilancio della propria vita. Subito Carducci si rivolge al dolce paese, impostando il sonetto nei modi e nei toni del colloquio amichevole e intimo, che giustifica la vaghezza dei riferimenti. Carducci prima riconosce nel paese maremmano la causa genetica di molti tratti del proprio carattere (vv. 1-3), poi riconosce le usate forme e soprattutto riconosce nel giovenile incanto l’origine di tutti i suoi sogni successivi, di cui ora segue le tracce (l’orme) che dal presente riconducono lì, ai luoghi e al remoto passato dell’infanzia. Nelle due terzine carducci compie un bilancio negativo della sua vita aggravato da un incombente sentimento di morte, successivamente ritorna a descrivere il paesaggio. Vi è un contrasto nel paesaggio della maremma che viene descritto sia come dolce che come selvaggio.

Poesia e riflessioni sulla morte

Questa poesia venne composta tra il gennaio e il marzo del 1881, in concomitanza con la morte di Lidia.

Il componimento si apre con l’aggettivo Lenta che sottolinea uno stato di rallentamento. Il poeta sta cercando una presenza umana, ma non trova nessuno (usa enumerazione e anafora), tutto è immerso nel silenzio. Tuttavia scorge una presenza: sono gli uccelli raminghi, incarnazione delle persone da lui mate e ormai scomparse che gli chiedono di raggiungerli, Carducci promette di raggiungerli presto, ma la risposta è interrotta per rivolgersi al cuore con un tono perentorio e affettuoso “tu calmati indomito cuore”

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il percorso politico e ideologico di Carducci nel corso della sua vita?
  2. Carducci iniziò come un fervente giacobino e democratico repubblicano, ma con il tempo si avvicinò alla monarchia, sostenendo il governo Crispi e partecipando attivamente alla vita politica, come evidenziato nel testo.

  3. Come influenzò la sua infanzia la poetica di Carducci?
  4. La sua infanzia trascorsa nella maremma toscana è vista come un'epoca mitica e nostalgica, che Carducci rievoca nei suoi lavori, sottolineando l'importanza di questo periodo nella formazione del suo carattere e della sua poetica.

  5. Quali eventi personali segnarono gli anni Settanta nella vita di Carducci?
  6. Gli anni Settanta furono segnati dalla morte della madre e del figlioletto Dante, eventi che influenzarono profondamente la sua poesia, portandolo a scrivere opere celebri come "Funere mersit acerbo" e "Pianto antico".

  7. In che modo Carducci affronta il tema della morte nella sua poesia?
  8. Carducci esplora il tema della morte con una sensibilità che contrasta con il romanticismo, utilizzando forme classiche per esprimere il suo dolore personale, come nel sonetto dedicato alla morte del figlio, dove il mondo dei vivi e quello dei morti sono messi a confronto.

  9. Qual è il significato della Maremma nella poesia di Carducci?
  10. La Maremma rappresenta per Carducci un luogo di origine e di ricordi, un paesaggio che riflette il suo stato d'animo e il bilancio della sua vita, evidenziando un contrasto tra la dolcezza e la selvaticità del luogo, come descritto nel sonetto del 1885.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community