Video appunto: Carducci, Giosué - Pensiero politico

Carducci - Il pensiero politico



Il suo pensiero politico che nel tempo subisce un’evoluzione, è caratterizzato da ideali repubblicani, democratici e patriottici, dall’anticlericalismo, dalla fiducia nella scienza e nel progresso, dal riavvicinamento alla Monarchia, da idee conservatrici e dal nazionalismo (espansione coloniale).


Dal 1859 in poi, durante il suo soggiorno a Bologna, dove insegna all’Università, Carducci matura idee mazziniane e repubblicane che vogliono l’unità d’Italia. Di idee democratiche, egli appoggia il popolo (che definisce “santa canaglia”) e lo esalta considerandolo come forza che fa progredire la storia Per questo mantiene un atteggiamento antigovernativo e manifesta un acceso anticlericalismo: egli si oppone all’ingerenza della Chiesa in campo sociale, politico e culturale. Queste idee gli ispirano la composizione, nel 1863, dell’ Inno a Satana che egli considera il simbolo della modernità e che invece i conservatori identificano con il Male assoluto. Definisce la religione come un residuo del medioevo ormai sconfitto dalla Ragione, dalla Scienza e dal Progresso. Esaltando la Scienza e il Progresso, dimostrò di essere molto vicino alla filosofia de Positivismo. Per queste idee, fu sospeso 75 giorni dall’insegnamento.

Negli anni ’70, la sua ideologia subisce una svolta: decide di abbandonare la poesia di tipo politico per comporre liriche che invece si ispirano ai classici e ai latini. Il rifugio nel mondo classico gli serve per evadere dalla realtà del momento, per raggiungere un’atmosfera di armonia. Questo cambiamento è dovuto in parte anche all’incontro avuto a Bologna con la regina Margherita di Savoia, una grande ammiratrice dei sue liriche. Addirittura, Carducci le dedica l’ode Alla regina d’Italia Margherita. Pertanto, da questo momento in poi, Carducci aderisce all’ideologia monarchica.
Una volta diventato famoso, egli appoggia sempre di più le idee conservatrici fino a sostenere la politica della destra di Francesco Crispi. Di Francesco Crispi egli sostiene la politica interna, sempre più autoritaria, e la politica estera caratterizzata dall’espansione coloniale.
La poesia del Carducci è caratterizzata da un forte senso civile, anche se, come si è visto, le sue idee politiche, nel tempo, hanno subito un’evoluzione. Egli critica spesso la situazione politica del momento, condannando il trasformismo ( quando un individuo dal suo gruppo politico si sposta verso un gruppo politico avversario; è un comportamento che ha caratterizzato la sinistra al potere dopo l’unità italiana) e la corruzione della classe dirigente dell’Italia, dopo l’unità. Accanto a questo impegno civile troviamo anche l’esaltazione della nazione. Anche il suo populismo si trasformò in un senso reazionario: la santa canaglia – come egli definiva il popolo - diventò lo strumento per favorire le imprese nazionalistiche ed anche il suo anticlericalismo diventa meno violento