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Concetti Chiave

  • L'insegnamento carducciano ha influenzato profondamente l'educazione, promuovendo un approccio umanistico nella lettura della letteratura nazionale, estendendosi anche alla scuola media.
  • Carducci si distingue nel panorama della critica letteraria per la sua storiografia che tratta la storia delle idee e delle lettere come una storia della civiltà nazionale, con uno stile critico ricco di metafore incisive.
  • Critico nei confronti del Settecento, Carducci rifiuta l'elitismo e la lirica accademica, mentre nell'Ottocento esalta Manzoni, disapprovando le forme di sentimentalismo e misticismo.
  • Per Carducci, i classici non sono modelli statici, ma esempi dinamici che permettono di immaginare e appropriarsi del passato attraverso la storia.
  • La critica di Carducci alla letteratura contemporanea si esprime con toni forti, definendola "fanfullista" e "guerzoniana", ponendosi come difensore della tradizione letteraria.

Qual è l'influenza carducciana nell'educazione?

Una scuola carducciana, frutto organico di un insegnamento quarantennale, è esistita e ha avuto propaggini anche nella scuola media, a livello di una docenza che dal maestro ha ricevuto un’impronta di umanesimo applicato alla lettura e al commento della trasmissione letteraria nazionale.

Critica letteraria e storiografia

Carducci costituisce la personalità di maggiore spicco nell’ambito di una lezione di storiografia letteraria estranea al modello desanctisiano, di una storia delle idee e delle lettere come storia della civiltà nazionale.

Fu critico “con stile d’idee e di risentimenti quanto mai agile, nutrito di modi immaginosi, di metafore acute e feroci, di prosopopee satiriche mirabilmente ingiuriose e accusatorie”.

Carducci e il Settecento

Del Settecento fu polemico e corrosivo nei confronti dell’Arcadia, della pastorelleria, della snervata lirica degli accademici, della letteratura di “sonettucci” e “poemastri”.

Il pensiero carducciano sull'Ottocento

Dell’Ottocento studiò il Romanticismo, nelle sue forme deteriori del sentimentalismo e di un misticismo artistico fumoso e velleitario, e la letteratura romanzesca, di cui esaltò Manzoni ma non la pletora di imitatori.

Carducci e l'ideologia del Settecento

Davanti a questi due secoli, Carducci elabora un pensiero personale, forte di alcune distinzioni.

L'anticlericalismo e l'eredità francese

Il Settecento è il secolo di un’ideologia, di cui non condivide che una parte. Il nuovo vangelo è rappresentato dall’Enciclopedia, dalla scienza e dal libero pensiero, a battere breccia il dogma dell’autorità, che è sopra ogni altra quella clericale. Su questo nesso, il carduccianesimo è uno dei frutti della cultura della rivoluzione di Francia. L’anticlericalismo fece di Carducci un pericoloso giacobino, empio e misocristico. Ma Carducci criticava anche l’elitarismo.

La visione dei classici di Carducci

Per Carducci i classici non sono da intendere in modo paradigmatico e censorio ma come modelli dinamici dell’arte della parola. La storia per lui fu il modo più concreto di immaginare il passato, e in qualche modo di imposessarsene. L’amore per la storia fu una delle componenti del suo anticontemporaneismo.

Critica letteraria e antropomorfizzazione

La sua critica cercava l’immagine, la trovava nell’antropomorfizzazione dei generi letterari, come la tragedia di Alfieri che cede il passo “vedova e derelitta a fantasmagorie incomprensibili”, o nel compianto della patria, della nazione, idolo costante carducciano.

Carducci e la letteratura contemporanea

Carducci è critico nei confronti del proprio tempo, della letteratura contemporanea definita “fanfullista” e “guerzoniana”, fu un monumento della disciplina filologica e della difesa della tradizione letteraria.

La critica oratoria di Carducci

Il Carducci critico si forma a diretto contatto e in sincronia con il lettore, il commentatore e il grande conoscitore di poesia. Fu una critica oratoria, dalla connotazione scolastica e didattica sul valore poetico, che egli riteneva incarnatosi nella classicità esemplare del petrarchismo, nella diffusa eleganza del classicismo quattrocentesco, rappresentato dal Poliziano, nello splendore rinascimentale, nella severa e accesa virilità dei Parini e degli Alfieri. Tempi lontani rispetto all’Italia contemporanea delle transizioni e dei compromessi.

La poetica critica carducciana

La poetica critica carducciana, tutta devoluta al valore classico, intrinsecamente era concepita a detrimento della modernità, vista in una luce di tramonto e di decadenza.

Carducci e il romanzo storico

Raro documento di attenzione di Carducci nei confronti della prosa del tempo è un articolo su “La Nazione” del 1862 a riguardo di “Un buco nel muro”, romanzo di Guerrazzi. Il critico ne apprezza l’intento e la modestia, si diverte alla pittura divagante del costume contemporaneo. E coglie l’occasione per dire la sua sul romanzo storico che, da un’ispirazione manzoniana, si è moltiplicato a iosa, ingenerando una moda fasulla di reminiscenze feudali e un’aura di sagrestia. Aggiunge di preferire una breve storia di famiglia come quella del Guerrazzi ai cartoni di storia malamente mescolati all’invenzione.

La tradizione italiana e il romanzo

Ma avanza, per il suo rifiuto del romanzo storico, una spiegazione che merita di essere esposta.

Nella tradizione italiana, il romanzo storico è un genere artificiale, perché a impedirne la spontanea fioritura stanno le cronache con la loro inesorabile esattezza, che spegne sul nascere il sorgere delle leggende e delle saghe. Quindi in Italia si potranno avere le cronache, i “rerum italicarum scriptores”, o una disimpegnata e amorosa, e comunque solo privata poesia popolare, ma non autentici cicli storici.

Carducci e l'università

Carducci fu un uomo di scuola, e l’università fu la sua vita e il laboratorio della sua critica.

Le forme della critica carducciana

Le forme della critica carducciana, e della prosa, mutano sensibilmente, per misura e per ritmo, secondo funzione e destinazione. C’è la prosa del discorso, l’allocuzione oratoria, di argomento storico-politico (al Senato); c’è la prosa letteraria inserita nel disegno storiografico della patria; c’è la conferenzieristica; c’è la prosa del saggio critico; c’è la forma frammentaria ed episodica, divertita.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'influenza di Carducci nell'educazione italiana?
  2. Carducci ha avuto un impatto significativo nell'educazione, creando una scuola carducciana che ha trasmesso un'impronta di umanesimo applicato alla lettura e al commento della letteratura nazionale, estendendosi anche alla scuola media.

  3. Come si distingue la critica letteraria di Carducci rispetto al modello desanctisiano?
  4. Carducci rappresenta una figura di spicco nella storiografia letteraria, proponendo una storia delle idee e delle lettere come storia della civiltà nazionale, contrariamente al modello desanctisiano.

  5. Qual è la posizione di Carducci nei confronti del Settecento e della sua letteratura?
  6. Carducci si mostra polemico nei confronti dell'Arcadia e della lirica accademica del Settecento, criticando la sua snervatezza e i "sonettucci" e "poemastri" che la caratterizzano.

  7. In che modo Carducci ha influenzato la percezione del romanzo storico in Italia?
  8. Carducci rifiuta il romanzo storico come genere artificiale in Italia, sostenendo che le cronache storiche impediscono la fioritura di leggende e saghe, preferendo opere più modeste come quelle di Guerrazzi.

  9. Qual è la visione di Carducci sui classici e la loro funzione?
  10. Carducci considera i classici non come modelli statici, ma come dinamici esempi dell'arte della parola, utilizzando la storia per immaginare e appropriarsi del passato, in un contesto di anticontemporaneismo.

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