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Biografia e stile di Carducci


Carducci trascorre la sua infanzia in Versiglia. Dopo gli studi superiori si iscrive alla normale di Pisa. Si laurea in filosofia e comincia subito la sua carriera di insegnante e diventa professore di liceo, in seguito diventerà professore all'Università di Bologna. Negli anni 70 si avvicina alla politica dei Savoia. Diventa un sostenitore della monarchia. Diventa il poeta ufficiale della monarchia sabauda. Abbiamo  questa evoluzione, da posizioni giacobine diventa un sostenitore dei Savoia. È affascinato dalla figura della regina Margherita. È un premio Nobel per la letteratura. 

Le poesie migliori di Carducci sono quelle in cui emergono gli elementi autobiografici. Ve iene turbato dalla morte del fratello. Nel 72 inizia una relazione extra coniugale con una donna che si ammala e muore. Conosceva molto bene la letteratura classica. 
Ebbe una personalità forte. Era piuttosto polemico, si scagliò contro la corruzione, la politica giacca del suo tempo, contro le mode straniere. Ha una visione della cultura un po' provinciale. Ha una visione un po' provinciale della cultura, non era portato alla speculazione filosofica. Condivide le idee del materialismo positivisti o, secondo cui il mondo è regolato da leggi fisiche. Considera la morte come la vanificazione dell'uomo nel nulla. Non crede all'aldilà . Ha fiducia nelle capacità della ragione di liberare L'uomo dalla superstizione, dall'ignoranza. È per questa sua fiducia che nonostante la constatazione che la vita è fatta soprattutto di dolore egli non si lasciò mai abbattere dai dolori, dalle avversità della vita. Lui è contrario a quello modello di vita che ispira il cristianesimo, riteneva che la chiesa fosse responsabile. In uno scritto del 1863 inno a satana lo vede come il progresso della ragione. Queste posizioni si attenuano e rivaluta la chiesa è attiva a riconoscere alla chiesa dei meriti. Vede la storia non tanto come uno svolgimento progressivo, graduale dell'umanità. Vede la storia come una serie di lotte dei popoli per la libertà. Riconosce nella storia una sorta di provvidenza non religiosa, non è religiosa, quella di Manzoni è laica. Riconosce la nemesi storica che va a colpire i tiranni o i loro discendenti. Sostenne la ripresa del classicismo, è un classicismo però che non è soltanto letterario, ma un classicismo nel suo significato morale e politico. Il significato politico perché lui vede nel classicismo uno strumento per rafforzare l'identità nazionale. La tradizione letteraria è la base della nostra identità nazionale.

Il contrasto tra sogno e realtà è un concetto romantico.  
I motivi di Carducci sono la storia, il paesaggio inteso come natura e l'elemento autobiografico: questi elementi si possono intrecciate nello stesso testo. 

L'autore segue criteri tematici e formali piuttosto che cronologici, anche se una certa cronologia viene rispettata. 

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