La vita di Gabriele D'Annunzio

La vita di D'Annunzio è estremamente importante perché c'è un osmosi perfetta tra la vita e le opere. Pascoli era importante per la nostra letteratura mentre D'Annunzio riguarda la storia degli italiani a 360 gradi. Parliamo di D'Annunzianesimo (vitalismo) poichè Gabriele D'Annunzio è un punto di riferimento per la vita del paese. Era un mito per i giovani del suo tempo. È il primo esempio di divismo. Nasce a Pescara, terzo di cinque figli cambia il suo cognome (Rapagnetta) una volta adottato da uno zio (D'Annunzio ) grazie ai quale frequentò uno dei più importanti licei a Prato e poi l'università a Roma. Ma a D'Annunzio tutto ciò non basta. A Roma inizia ad avere un carattere crepuscolare , comincia a collaborare con un editore per cui scriveva di cronaca bizantina . Viene accolto dai salotti della Roma benestante. D'Annunzio però vuole diventare aristocratico. Durante il suo periodo a Roma nelle cose che scrive c'è già la sua vita in particolare il peccato di maggio in cui fa riferimenti molto precisi, è letterariamente elevato ma si capisce che si tratta di una sua relazione con una principessa che sposo diventando così aristocratico . Dopo questo periodo romano ebbe due figli che abbandonò . È entrato negli ambienti aristocratici quindi non gli serve più (atteggiamento da esteta ) la moglie , che aveva sposato solo per elevarsi socialmente e quindi divorzia dalla moglie. L'estetismo di D'Annunzio è come il decadentismo di Pascoli ; entrambi hanno la vocazione e per questo D'Annunzio e Pascoli possono essere considerati due facce della stessa medaglia. A Napoli ha una figlia poi va via . Gira molto e in ogni luogo ha relazioni con donne nobili. A Firenze si sistema in una villa ubicata vicino alla villa di Eleonora Duse un importante attrice italiana, qui vive come un principe risorgimentale. In un certo periodo si occupa anche di teatro. Leggerà tantissimo e scriverà tantissimo. D'Annunzio ha molti debiti però non capisce perché i creditori gli chiedevano questi soldi quindi va in "esilio volontario" in Francia dove collabora con il corriere della sera. In questo periodo scoppia la prima guerra mondiale e viene richiamato in Italia proprio dal governo italiano dove pronuncia il discorso di quarto dove si capisce già la sua posizione da interventista che poi sfocerà nell'oratoria da Mussolini.
Guglielmino:" non ha una struttura argomentativa ignorando il problema e si risolve nell'interessante fruire letterario del passato pieno di artifici retorici. Salito al potere Mussolini D'Annunzio era un personaggio scomodo , i suoi discorsi erano pericolosi quindi lo definisce "dente cariato" e a spese del governo italiano gli regalo una bellissima villa, il vittoriale degli italiani, dono che lo abbagliò. Mussolini lo rinchiude in una gabbia d'oro. D'Annunzio fu ferito da un occhio durante la guerra . In questo periodo di convalescenza fu accudito dalla figlia napoletana e scrisse notturno unica opera umana. Si fece fare delle striscioline di carta dalla figlia per far sì che riuscisse a scrivere anche nel periodo di cecità senza che la scrittura si accavallasse. Lesse tutte le pubblicazioni di Baudelaire e Nietzsche. L'importanza di Pascoli non esorbitò dalla letteratura, quella di D'Annunzio si: la sua influenza si esercitò sulla letteratura sul costume e su tutta la società italiana e fino alla prima guerra mondiale fu modello di comportamenti e gusti. Ma cosa guardavano le generazioni che D'Annunzio agitava ? Guardavano all'uomo D'Annunzio o ai personaggi che creava o guardavano alla sensibilità che suggeriva nella produzione lirica ?questa domanda i contemporanei non se la ponevano e ciò per la specificità del personaggio D'Annunzio dovuto alla capacità di vivere la sua vita come opera d'arte e attraverso un processo osmotico di trasferire nell'opera d'arte la dimensione del vissuto che già nel suo farsi si è atteggiato a colorito letterariamente, ha assunto la dimensione di una vicenda estetica. Le vicende dell'uomo e la sua pagina letteraria quindi costituiva una contaminazione. Quando i giornali si diffusero in Italia tutti gridavano alla morte dei libri e allora D'Annunzio ha capito esattamente cos'era il giornale (parallelo con internet) che potevano dare inizio a nuovi lettori, aiutava la comunicazione. Ha avuto infatti delle idee geniali ad esempio in contemporanea alla pubblicazione di un suo libro fece pubblicare la notizia della sua morte ed il libro ebbe molto successo.
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