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Punti salienti della posizione letteraria d'annunziana


Parlando di D'Annunzio si parla di letteratura di secondo grado oppure manieristica. In queste espressioni si sottolinea la dipendenza di D'Annunzio da un input letterario di qualsiasi tipo che l'autore tende ad assecondare e poi rielaborare (dai classici all’estetismo decadente -di Wilde e Huysmans- al il simbolismo francese).

D'Annunzio e poi caratterizzato da quello che si definisce un culto della parola; parola che deve essere aulica e quindi appartenente ad una tradizione letteraria oppure legata ad un lessico preciso e scientifico.Inoltre spesso la parola è legata alla musica come per i simbolisti quali Verlaine. Ma diversamente dei simbolisti D'Annunzio elabora una attenzione alla retorica e alla tradizione.

Si parla di una poetica dell’eccesso in proposito, che è ridondante che ha come obiettivo la seduzione del pubblico.
Inoltre D'Annunzio caratterizzato da una visione pagana della vita, la cui parola chiave è vitalismo e il piacere è inteso come Il piacere dei sensi, piacere di vivere ogni stimolo.
Il vitalismo e dunque legato al panismo, legato alla divinità dei campi “Pan”, metà uomo e metà capra: ovvero legato dalla liberazione della Forza istintuale del mondo naturale, ma anche dato dalla volontà di fondersi con la natura attraverso l'esaltazione della dimensione istintuale sensoriale.
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