Ominide 389 punti

La prosa


Le raccolte di novelle, ispirate a Verga e ai Naturalisti francesi, riprendono realtà originarie del poeta, deducibili anche dai titoli come Terra vergine, e Novelle della Pescara; in cui vengono narrate con crudele verismo la violenza e la malattie delle terre natie del poeta. Oltre al Piacere, le opere in prosa dannunziane, come Giovanni Episcopo, ma soprattutto L’innocente, incarneranno il nichilismo e l’influenza che molti autori russi avranno sul poeta. Con la lettura di Nietzche, si avvia un processo sperimentale, in cui D’Annunzio farà sempre più riferimento alla figura del superuomo, così nel Piacere, ma anche nel Trionfo della morte, in cui il protagonista Giorgio Aurispa, artista incapace di creare, proseguirà una passione con l’amante-nemica Ippolita Sanzio, e ricercherà l’orizzonte superiore del superuomo, per poi terminare sucida. L’affaire è riconducibile a quello tra D’Annunzio e Barbara Leoni, tant’è che l’autore citerà addirittura alcune loro corrispondenze. Il superuomo viene finalmente raggiunto con la figura del protagonista delle Vergini delle Rocce, in cui Claudio Cantelmo, discendente da un’illustre famiglia rinascimentale, vuole riscattare innanzitutto la politica romana dalla sua bassezza. L’autore dimostra la sua capacità di adattarsi alle esigenze del pubblico soprattutto con il suo ultimo romanzo Forse che sì forse che no del 1910, in cui egli esalta la guerra e i macchinari moderni. Dal 1911, D’Annunzio prosegue con una prosa frammentista, ovvero una prosa d’arte, tanto melodica da avvicinarsi alla poesia. Questa scelta stilistica è particolarmente evidente nel Notturno, l’opera che l’autore scrisse quando costretto al buio per via di un incidente di guerra tra il 1916 e il 1921, in cui l’autore rievoca episodi passati con una percezione dei sensi più acuta, e divisa in tre “offerte”; ma anche nell’ultima opera dell’autore Cento e cento e cento pagine del libro segreto di Gabriele D’Annunzio tentato di morire del 1935.

Il teatro


La produzione teatrale dannunziana si rivela fin da subito piuttosto distante da quella dell’epoca, essendo una produzione che mira principalmente a una retorica politica e legata alla sua volontà di entrare a diretto contatto con il numeroso pubblico dell’epoca. Agli inizi del Novecento, il poeta di sofferma su un dramma a sfondo storico. Il più riuscito tra questi è La figlia di Iorio del 1904, che narra della passione tra un pastore e Mila, la figlia di Iorio appunto. D’Annunzio sarà attivo anche per la produzione di testi per musica, il più importante fu quello del Martirio di San Sebastiano, e la sceneggiatura del film Cabiria.
Hai bisogno di aiuto in Gabriele D'Annunzio?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email