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Gabriele D'Annunzio

D'Annunzio è il maggior esponente dell’estetismo decadente: la sua vita è giocata sul gusto del bel gesto, delle imprese spettacolari, di tutto ciò che è apparenza.
Nel 1893 conosce il pensiero di Nietzsche (affermazione della volontà di potenza, che si incarna in uomini eccezionali: antitesi è la morale cristiana) e lo approfondisce -> idea del super-uomo.
Super-uomo: si concretizza in energia, volontà di dominio, amore per la violenza, esuberanza sessuale. Volontà + voluttà + orgoglio + istinto.

Stile: complesso, con termini rari e preziosi per esprimere situazioni inimitabili, con una sintassi elaborata. È un autore molto eclettico: novelle, romanzi, poesie, teatro, cinema (“Cabiria”).

Novelle della Pescara

Sembrano realiste e veriste, ma in realtà egli è lontano dall’oggettività dei veristi, e in più va oltre la realtà con descrizioni a tinte molto fosche (temi orridi di un’umanità semibarbara).

Romanzi

- “Il piacere”: lo sfondo è la Roma umbertina (re Umberto viene assassinato a Monza nel 1900) di fine secolo = società umbertina che consuma la sua vita in balli, concerti, corse equestri… emerge il concetto del “vivere inimitabile”.
- 1892: “L’innocente”. Presenta dei toni dimessi, meditativi, filosofici, perché ha appena finito di leggere Dostoevskij e Tolstoj -> romanzo psicologico russo.
- Tema del super-uomo: “Il trionfo della morte”, “Le vergini delle rocce”, “Il fuoco” (ambientato a Venezia. Il protagonista è il super-uomo artista impegnato a realizzare un’opera d’arte suprema capace di vincere il tempo e superare il limite delle parole per raggiungere il massimo della bellezza).

Scrittura diaristica:
- “Il notturno”: lo scrive quando è quasi cieco, ricoverato in ospedale. È un’opera intimistico-soggettiva. È da mettere in parallelo con “Il poema paradisiaco”.
- “Le 100 e 100 e 100 pagine del libro segreto”

Saggistica:
- Elzeviri (articoli di giornale di tipo culturale): “Le faville del maglio”. Il maglio è uno strumento di ferro su cui il fabbro percuote l’incudine -> si formano faville. Sono di stile difficile, aulico, complesso.

Poesia
Con l’influsso di Carducci (poesia tradizionale):
- “Primo vere”: inizio della primavera (poesie giovanili)
- “Canto novo”
Poi:
- “Elegie romane”: stile eloquente, barocco. Celebra la Roma barocca del 1500-1600.

- “Poema paradisiaco”: toni dimessi, malinconici, nostalgici, in cui il poeta rievoca il passato in un dialogo con la madre anziana. Richiama i crepuscolari. Esso va messo in relazione con “L’innocente” e “Il notturno”.
- 5 libri delle “Laudi”: del cielo, della terra e del mare. Avrebbero dovuto essere sette, ognuna col nome di una stella della costellazione delle Pleiadi.
> “Maia”: ideale del super-uomo.
> “Elettra”: celebra i momenti della storia italiana dedicando singole poesie a singole città italiane decadute, del silenzio.
> “Alcyone”: celebra la natura vista nella sua pienezza, nella sua esuberanza. Trasmette all’uomo ebbrezza panica. Il termine panico è legato al dio Pan: panismo dannunziano = il tutto che abbraccia la natura; integrazione tra uomo (che diventa natura) e natura (che si umanizza).
> “Merope”: poesie celebrative delle gesta d’oltremare.
> “Asterope”: temi della Prima Guerra Mondiale.
> Senza sviluppo: “Taigete” e “Celeno”.

Teatro a tinte fosche (ps a interpretare le sue opere era la sua amante):
- “La città morta”: archeologo che vive un rapporto incestuoso con la sorella sullo sfondo della città morta Micene.
- “La nave”
- “La Francesca da Rimini”: Dante, V Inferno.
- “La figlia di Iorio”: ambiente primitivo, pastorale, violento.

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