Indice

  1. Le Laudi
  2. Maia
  3. Elettra
  4. Alcyone

Le Laudi

Nel 1899 D’Annunzio pubblica "Laudi del cielo, della terra, del mare e degli eroi". L'opera è composta da 7 libri chiamati con il nome delle stelle delle Pleiadi. Comprende: Maia, Elettra, Alcyone, Merope, Asterope, Taigete, Celeno. Le prime tre escono nel 1903, Merope nel 1912 e Asterope verrà pubblicato incompiuto postumo nel 1933.

Il tema unificante del ciclo è il viaggio, avente come centro la Grecia del mito, luogo di incontro tra natura primitiva e la storia sublimata e letteraria. L’ispirazione nasce da un viaggio compito in Grecia, alla ricerca di novità, di sperimentazione esistenziale e culturale, che ha come meta un’analisi della sua vita e uno slancio verso nuove conquiste. Nelle Laudi è presente una religiosità paganeggiante, centrata sulla ricerca del piacere e sul primato del corpo. L’importanza dell’opera dipende dalla sperimentazione metrica, in quanto, oltre ai metri tradizionali (sonetto, canzone) è presente il verso libero.


Maia

Il libro non è una raccolta di versi, ma un lungo poema di oltre 8000 versi. Il sottotitolo è Laus Vitae (Lode della vita): celebra la pienezza vitale che l’uomo può raggiungere attraverso la fusione con la natura. Il poema si apre con la celebrazione di Ulisse, corrispettivo mitico del superuomo, e con l’annuncio della resurrezione del dio pagano Pan, simbolo della vita cosmica e dell’esistenza attiva e sensuale. L’io del poeta si presenta come un novello Ulisse, proteso verso molteplici esperienze, pronto a infrangere ogni divieto pur di raggiungere la sua meta. Il viaggio nell’Ellade diventa un’immersione, in un passato mitico, alla ricerca di un vivere sublime, dominato dalla forza e dalla bellezza.

Il recupero del passato mitico pone inevitabilmente il protagonista a confrontarsi con la realtà moderna. L’atteggiamento di D’Annunzio verso la modernità cambia. Il mito classico trasfigura il presente, lo riscatta dal suo squallore perché ne rivela la sua potenziale forza vitale. D’Annunzio vede nel capitale, nelle macchine e nell’industria degli strumenti che possono essere indirizzati a fini eroici e imperiali. La macchina, prima era considerata un mostro capace di distruggere la bellezza dell’arte e la natura stessa, ora è considerata come la forza creatrice e assicura abbondanza dei beni. Anche le masse operaie, tanto disprezzate da Claudio Cantelmo, si rivelano essere un enorme serbatoio di energie, che possono essere strumentalizzate dal superuomo. Con Maia, D'Annunzio assegna un nuovo ruolo all'intellettuale: cantore della grandezza della modernità, vate del suo destino glorioso, fatta di grandi imprese industriali finanziarie, di tecnologia, di macchine. Tuttavia, dietro questa celebrazione della modernità si cela sempre la paura del letterato umanista che teme di essere emarginato proprio dalla realtà industriale.


Elettra

Il secondo libro delle Laudi ha un carattere civile e politico. Nel libro viene elaborata la grandiosità del passato e del futuro, che si contrappongono a uno squallido presente da riscattare. Il Medioevo e il Rinascimento sono il passato Glorioso dell'Italia a cui bisogna ispirarsi.


Alcyone

Alcyone è il terzo libro delle Laudi ed è una sorta di diario ideale di una vacanza estiva formato da 88 componimenti. Nell’opera è presente l’esperienza panica: l'io lirico del poeta si fonde con la vita del Tutto, con le varie presenze della natura attingendo così a una condizione Divina.

L’estate cantata nel libro ha a forti valori simbolici:

  • corrisponde a una stagione della vita, la giovinezza, minacciata dall'avanzare della decadenza fisica.
  • rappresenta il vigore della creatività artistica e dell'ispirazione.
  • I temi di Alcyone sono il panismo e l'esaltazione della parola poetica, lo scambio tra naturale e umano (dinanzi alla realtà naturale, il poeta-superuomo si fonde nella natura, perde la propria identità personale per assumere l'identità del paesaggio che lo circonda). Questa fusione porta l'uomo a un processo di metamorfosi in un elemento della natura. L’esperienza paniche è un'altra manifestazione del superomismo: solo a una creatura d'eccezione è concesso di transumanare, di fondersi con la natura, di attingere a una vita superiore. A stabilire questo contatto tra l'io e la natura è la parola poetica: il poeta è l'unico capace di rivelare l'essenza misteriosa delle cose. Nell'Alcyone la presenza del superuomo è rintracciabile nell'esaltazione della vitalità dionisiaca (le forze istintive e irrazionali), nell'ulissismo (il desiderio di vivere tutte le esperienze al di là di ogni limite).

    Dal punto di vista stilistico, il privilegio del libro consiste nella musicalità del verso, presente in alcuni componimenti, come La pioggia nel pineto o La sera fiesolana: la parola si trasforma in suono, utilizza anche il verso libero.

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