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Le laudi

Lo sviluppo lirico
Durante il corso degli anni Novanta, il mito del superuomo alimentò la tendenza dannunziana dell’autoritarismo e aprì una nuova fase della produzione lirica.
Progettò un’opera poetica divisa in sette libri dedicati ciascuno al nome di una stelle delle Pleiadi.
L’opera, che si intitola Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi, rimase incompiuta.
Nel 1903 il poeta porta a termine i primi tre libri: Maia, Elettra, Alcyone; nel 1912 uscì Merope, con i componimenti dedicati alla guerra di Libia, mentre nel 1934 uscirà Asterope.

Francescanesimo e spirito dionisiaco
Il titolo della raccolta richiama il Cantico delle creature di Francesco D’Assisi. Da esso D’Annunzio ricava i concetti di “lode” alla vita e di comunione con le forze della natura. Lo spirito dionisiaco, la gioia di vivere e la religiosità vengono interpretate in senso dionisiaco come ebbrezza dei sensi, piacere, spirito di conquista.

Maia: il primo libro è un lungo poema autobiografico di 8.400 versi liberi che fluiscono in strofe lunghe.
- L’ulissismo: mito di Ulisse;
- Le moderne città tentacolari: Città;
- L’intellettuale e il rapporto contradditorio con la borghesia: Borghesia.

Eletra: Il mito lascia il posto alla propaganda politica nazionalista.
- Il poeta vate;
- Le città del silenzio.

Alcyone: il grande talento della poesia dannunziana raggiunge il vertice nella musicalità.
- La tregua del superuomo come abbandono alla natura: il superuomo che si abbandona alla natura.

Merope: Fatti storici.
- Esaltazione dell’impresa di Libia;

Aterope: Fatti storici.
- Patriottismo nazionalista.

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