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[he]Il Temi danteschi e loro attualizzazioni [/h2]

Nella poesia, benché breve, si affaccia più di un rimando al mondo di Dante. Stilnovistica e dantesca è la angelicazione della figura femminile che diviene qui una nuova Beatrice, unico essere in grado portare al poeta la salvezza; dantesco è anche l'epiteto «ombre» usato in riferimento agli esseri umani, non senza una possibile allusione alla loro condizione di morti: Montale considerava infatti la vita nelle moderne società di massa assai simile alla morte. Volendo si può scorgere una suggestione del mondo dantesco anche nella contrapposizione luce (polo positivo) / ombra (polo negativo) che si registra ai vv.5-7. Tuttavia il lettore vede anche bene che non è presente qui, però, il centro del mondo dantesco, cioè il riferimento religioso. C'è qui una originale ma tenerissima umana storia d'amore, c'è la sua precarietà sotto la minaccia di eventi che la assediano dall'esterno e che solo provvisoriamente restano sospesi; manca del tutto l'orizzonte trascendente che anima la poesia dantesca, benché Clizia risulti qui aver attraversato mezzo universo. Inserita nell'insieme dell'opera montaliana, la poesia diviene naturalmente meglio comprensibile; ma già considerandola in se stessa è possibile evidenziare come al poeta interessi contrapporre la rarità di momenti autentici di vita, segnati dall'amore, alla inautenticità folle e ostile del mondo esterno. L'allusione alla «fronte», cioè all'intelligenza, della donna, e il riferimento all'ignoranza («non sanno») degli altri permettono di valutare il significato più intimo del testo montaliano, che intende proclamare l'importanza dei valori della cultura e della civiltà e, insieme, denunciare la minaccia che grava su di essi nell'Europa di Hitler e di Mussolini, avviata ormai al grande massacro della Seconda guerra mondiale

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