Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Eugenio Montale, nato a Genova nel 1896, interruppe gli studi tecnici per dedicarsi alla musica e alla letteratura, frequentando ambienti culturali a Genova e Torino.
  • Trasferitosi a Firenze nel 1927, divenne direttore del "Gabinetto Vieusseux", ma perse l'incarico nel 1938 per il suo rifiuto di aderire al Fascismo.
  • Nel 1948 Montale si trasferì a Milano, dove lavorò come redattore e critico musicale, ricevendo il premio Nobel per la letteratura nel 1975.
  • Le opere più celebri di Montale includono "Meriggiare pallido e assorto" e "Ossi di Seppia", oltre a raccolte come "Le occasioni" e "La bufera e altro".
  • La poesia "Spesso il male" utilizza figure retoriche e presenta un'antitesi tra il male di vivere e l'indifferenza divina, evidenziata da suoni aspri nella prima strofa.

Indice

  1. Infanzia e formazione di Montale
  2. Carriera a Firenze e Milano
  3. Opere principali di Montale
  4. Analisi della poesia "Spesso il male"
  5. Struttura e figure retoriche

Infanzia e formazione di Montale

Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896, interruppe presto gli studi tecnici, dedicandosi alla musica e al canto. Completò poi gli studi da autodidatta sotto la guida della sorella. Frequentò ambienti letterari di Genova e Torino.

Carriera a Firenze e Milano

Nel 1927 si strasferì a Firenze dove divenne direttore del "Gabinetto Vieusseux", centro culturale di grande prestigio. Nel 1938, però, l'incarico gli venne tolto per suo rifiuto di aderire al Fascismo.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1948, il poeta si trasferisce a Milano. Qui lavorò come redatto per il "Corriere della Sera" e divenne critico musicale per il "Corriere d'Informazione". Nel 1967 fu nominato senatore a vita per la sua carriera letteraria e nel 1975 vince il premio Nobel per la letteratura. Morì a Milano nel 1981.

Opere principali di Montale

La poesia più nota di Eugenio Montale è "Meriggiare pallido e assorto" del 1916. Mentre la raccolta di liriche più famosa è "Ossi di Seppia", pubblicata nel 1925. Seguirono poi "Le occasioni" del 1939, "La bufera e altro" del 1956 e "Satura" del 1971.

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgoglia,

era l'incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene nn seppi,fuori che il prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Analisi della poesia "Spesso il male"

Ho spesso incontrato il malessere: era torrente che incontra un ostacolo nel fluire, l'accartocciarsi di una foglia, rinsecchita dalla calura, un cavallo caduto per la fatica. Non ho conosciuto altro bene all'infuori della condizione miracolosa che dà origine allo stato di superiore indifferenza tipica delle divinità: era una statua nella sonnolenza del mezzogiorno, una nuvola e un falco che vola alto.

Struttura e figure retoriche

La poesia è formata da due strofe, si tratta di quartine composte da versi endecassillabi tranne l'ultimo verso ipermetro. Lo schema delle rime è ABBA-CDDA.

Rime interne --> Incontrato - strozzato - stramazzato [Vv.1-2-4]

Enjambement --> foglia/riarsa [Vv.3-4], prodigio/che schiude [Vv.5-6], sonnolenza/del meriggio [Vv.7-8].

Allitterazioni --> Parole Onomatopee --> Gorgoglia [V.2], incattorciarsi[V.3],

stramazzato [V.4].

Anastrofa --> Era-Era [Vv.2-3]

Anstrofe --> V.1

L'intera poesia si basa sull'antitesi tra il male di vivere [v.1] e il bene[v.5] ,ma anche spesso [v.1] e prodigio [v.5].

Sul piano fonetico si notano delle differenze tra la prima e la seconda strofa. Nella prima vi è una ripetizione di suoni aspri (str,zz,rg,rt,rs) che sottolineano la condizione di sofferenza. In più nella prima strofa si possono trovare delle onomatopee.

Da notare che Indifferenza [v.6] è scritto in lettera maiuscola, questo perchè Montale si riferisce all' "Indiferrenza di Epicuro", propria degli dei. Inoltre dobbiamo dire che l'aggettivo divina [v.6] può significare sia proria degli dei e sia straordinaria.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il percorso formativo di Eugenio Montale?
  2. Montale nacque a Genova nel 1896 e interruppe presto gli studi tecnici per dedicarsi alla musica e al canto, completando poi la sua formazione da autodidatta con l'aiuto della sorella e frequentando ambienti letterari a Genova e Torino.

  3. Quali eventi segnarono la carriera di Montale a Firenze e Milano?
  4. Nel 1927 Montale si trasferì a Firenze diventando direttore del "Gabinetto Vieusseux", ma nel 1938 perse l'incarico per il suo rifiuto di aderire al Fascismo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1948, si trasferì a Milano dove lavorò come redattore e critico musicale.

  5. Quali sono le opere più significative di Montale?
  6. Le opere principali di Montale includono la poesia "Meriggiare pallido e assorto" (1916) e la raccolta "Ossi di Seppia" (1925), seguite da "Le occasioni" (1939), "La bufera e altro" (1956) e "Satura" (1971).

  7. Quali sono le caratteristiche stilistiche della poesia "Spesso il male"?
  8. La poesia è composta da due strofe di quartine con rime ABBA-CDDA, presenta rime interne, enjambement e allitterazioni. Si evidenzia un'antitesi tra il male di vivere e il bene, con un uso particolare della maiuscola per "Indifferenza", riferendosi all'idea epicurea degli dei.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community