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Maestrale


S'è rifatta la calma
nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.
Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
il cammino ripiglia.
Lameggia nella chiarìa
la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.
O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto co' tuoi raccolti diti
protesi in alto, guarda:
sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: ché tutte le cose pare sia scritto:
“più in là”.

da Ossi di seppia di Eugenio Montale

Parafrasi


Nell’aria è tornata la calma:
tra gli scogli si sente un rumore che sembra essere simile a quello del mare.
lungo la costa calma, nei giardini, alcune palme
appena svetta. (si scorge dall’alto)
Una carezza sfiora
l’orizzonte marino e sembra scomporlo un istante, un soffio lieve che si infrange e che ancora riprende il suo cammino.
Lameggia nell’ambito del chiarore
la grande distesa si increspa e poi tende ad appianarsi in modo beato
e nel suo grande cuore specchia la mia povera vita turbata. (o scossa)
O tronco mio che indichi
in questa ebrezza tarda,
ogni aspetto che è rinato con i germogli che sono fioriti
guarda, sulle tue mani:
sotto il cielo azzurro (fitto) alcuni uccelli di mare se ne vanno via;
né si ferma mai: perché tutte queste immagini riportano scritto:
“più in là”.
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