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E. Montale: Ti libero la fronte dai ghiaccioli

Ti libero la fronte dai ghiaccioli
che raccogliesti traversando l’alte
nebulose; hai le penne lacerate
dai cicloni, ti desti a soprassalti.

Mezzodì: allunga nel riquadro il nespolo
l’ombra nera, s’ostina in cielo un sole
freddoloso; e l’altre ombre che scantonano
nel vicolo non sanno che sei qui.

da Le occasioni (1939)

La poesia è dedicata ad una donna, Clizia. Il nome non è scelto a caso e ci fa pensare al mito greco del girasole. Infatti Clizia significa colei che guarda la luce, colei che indica al poeta la via della salvezza. La donna amata diventa così per il poeta un qualcosa per il quale vale la penna di vivere, all’interno della sua concezione pessimistica della vita.. Per questa sua funzione, Clizia si avvicina alla donna-angelo di Dante che serve da intermediario fra l’uomo e Dio.

Essa arriva dagli spazi siderali (= alte nebulose); ha affrontato bufere che le hanno strappato le ali ed ancora nel sonno ha degli incubi e si sveglia di soprassalto. Con un gesto d’amore, il poeta si china su di lei per liberarle la fronte il gelo raccolto durante questo suo viaggio cosmico. La scena ha come sfondo temporale il mezzogiorno, il momento della massima luce e del massimo colore, ma il sole emana una luce fredda (= freddoloso); e il riquadro della finestra inquadra soltanto l’ombra nera di un nespolo. La luce invernale che si ostina e l’ombra del nespolo che si allunga, sono due elementi che mettono in risalto in senso di osti utilità dell’ambiente, reso anche dall’enjambement dei versi 6 e 7 Nel dolce Stilnovo, il messaggio della donna angelicata era rivolto solo agli uomini gentili, cioè a coloro che erano nobili d’animo. Anche in Montale il messaggio di salvezza implicito nel volo della donna è destinato a tutti, ma non tutti sono in grado di comprenderlo. Infatti, negli ultimi due versi abbiamo gli uomini comuni (= altre ombre) che svoltano rapidamente l’angolo dei vicoli perché incapaci di aspettarsi un miracolo che deriva dal messaggio di salvezza. Esiste tuttavia una differenza fondamentale fra Beatrice e Clizia: la prima trasmette un messaggio religioso, mentre la seconda ci rimanda ad una cultura esclusivamente laica.

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