elenb96 di elenb96
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Non chiederci la parola
Il testo è facilmente leggibile per il lessico ma in quanto significato è di più difficile comprensione. Se dovessimo fare un riassunto, ci troviamo davanti a una situazione in cui abbiamo qualcuno, probabilmente il lettore, che chiede la parola poetica allo scrittore. La parola poetica ossia la poesia è quella che squadra e definisce l'animo del lettore, siamo però nel 1900, epoca di crisi delle certezze, una vera parola poetica sicura non può quindi essere trovata. L'uomo non può essere descritto e tanto meno il suo animo.
La parola/poesia che cerca il lettore sarebbe quella che risplende come un croco luminoso in un campo secco quindi risplende molto. Il croco e la poesia di un tempo che poteva trasformare la realtà e renderla migliore nella ricerca del bello, ora non è più così.
L'uomo che è sicuro di se stesso è quello che non si cura della sua ombra che rappresenta l'animo informe e imperscrutabile.
Il poeta non è in grado di dire la verità ma può riconoscere ciò che non è vero.

Il muro scalcinato non viene calcolato proprio come l'ombra da chi è sicuro di se, altrimenti chi vede l'ombra e il muro può solo parlare di ciò che non è vero ma non dire ciò che è verità.
Montale in questo modo delinea l'incomprensibile della realtà. Montale prova a scavalcare il muro in tutti i modi ma la vita non è altro che la ricerca di come andare oltre al muro senza riuscirci. Il poeta quindi non può aiutare in nessun modo ad attraversare il muro ma può aiutare coloro che lo vedono a capire di cosa si tratta e al limite può dire ciò che veri non è. Il poeta non può arrivare oltre come tutti gli altri.
Il muro è il correlativo oggettivo perché non c'è un referente preciso( non si trova un collegamento metaforico o allegorico, come la selva oscura di Dante con il peccato, condivisa da tutti). Inoltre non si trova neanche un collegamento simbolico per il muro.
Allo stesso modo per il croco che è una nuova immagine rispetto alla poesia del passato che spiegava la realtà.
Il lessico è semplice ma solitamente nella raccolta ossi di seppia si trovano spesso contrapposti il registro aulico a quello prosaico come in gozzano per delineare quella Cher la disarmonia del poeta. L'osso di seppia del teatro rappresenta proprio la secchezza dell'uomo.
I suoni anche sono secchi.

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