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Perché viene definito un classico? - Offre al lettore una testimonianza acuta delle paure, delusioni e attese dell'uomo contemporaneo; Perché osservatore critico e attento ha fortino un intenso bilancio sugli avvenimenti più drammatici del suo tempo; Rielaborando liricamente gli avvenimenti del suo vissuto, ha illustrato i punti più salienti della condizione umana di ogni tempo; Dai suoi testi è evidente una preziosa lezione di libertà e dignità.

Vita

Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896 da una famiglia di agiata borghesia. Era solito a passare fin da giovane l'estate a Monterosso dove il padre era proprietario di una ditta d'importazione di prodotti chimici e inoltre possedeva una villa sul mare. Questo posto incise molto nell sua composizione poetica in particolare quella di Ossi di Seppia. Qui a Monterosso conobbe pure una ragazza ed è una delle più misteriose e sensibili presenze femminili nella sua lirica (Anna degli Uberti). Diplomatosi in ragioneria nel 1915 decise di proseguire la sua formazione da autodidatta, approfondendo i poeti simbolisti francesi, i romanzi di Svevo e i filosofi Nietzsche e Schopenhauer, i grandi classici e soprattutto Dante. Chiamato alle armi nel 1917 , dopo la guerra cominciò a frequentare i principali letterati di Genova e iniziò a pubblicare le prime poesie , in cui prevale un senso di smarrimento di fronte ai misteriosi meccanismi che governano l'esistenza umana. Nel 1925 pubblica la raccolta Ossi di seppia e il saggio Stile e tradizione in cui prospetta un profondo cambiamento per quanto riguarda la tradizione letteraria europea. Sempre in questo anni firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti prendendo così una particolare distanza con il fascismo. Nel 1927 si trasferisce a Firenze e trovò lavoro presso l'editore Bemborad, conobbe Drusilla Tanzi a cui si legò sentimentalmente e strinse inoltre i rapporti con Gadda, Vittorini, Palazzeschi, Gatto, Quasimodo ed entra a far parte del gruppo della rivista Solaria. Approfondì in questo periodo la lettura di Proust, Valery, Kafka e soprattutto Eliot. Nel 1929 ottenne la direzione del Gabinetto Vieusseux, una delle più prestigiose istituzioni culturali fiorentine, ma successivamente fu allontanato e messo sotto sorveglianza dalle autorità fasciste. Intanto conobbe la giovane donna ebraica Irma Brandeis, cui si legò e ispirò molte sue liriche della sua nuova raccolta Le Occasioni. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale fu costretto a lavori saltuari. Nel 1940 fu chiamato alle armi e congedando nel 1942. Furono anni dolorosi sotto il profilo personale: perse la madre, la sorella e anche Irma, che tornò in America x evitare le persecuzioni razziali, fuu tentato di seguirla ma fu costretto a rimanere a FIRENZE perchè Drusilla aveva tentato il suicidio. Dopo un breve impegno politico, tra le file del Partito d'azione , si trasferì a Milano intraprendendo una vita appartata. A milano collaborò con il ''Corriere della Sera'' , conobbe la poetessa Maria Luisa Spaziani, pubblicò la raccolta di poesie LA BUFERA E ALTRO e le prose della Farfalla di Dinard e sposò Drusilla che morì pochi mesi dopo. Furono anni di prestigiosi riconoscimenti: la laurea in lettere honoris causa, il premio internazionale Feltrinelli dell'Accademia dei lincei , la nomina a Senatore a vita e infine il premio Nobel. Nel frattempo andava pubblicando le sue ultime raccolte di prose: Auto da Fè, Fuori di casa e di poesie: Satura, Diario del '71 e del '72 , Quaderno di quattro anni, Altri versi. Morì nel 1981 a Milano ed ebbe l'onore dei funerali di stato in duomo.
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