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Chichibio e la gru


La novella fa a parte della sesta giornata del Decameron ed è quindi incentrata su un arguto motto che si rivela «salvifico» per il protagonista: Chichibio, il cuoco del nobile Currado Gianfigliazzi. Per non dispiacere a Brunetta, la «femminetta della contrada» di cui è innamorato, Chichibìo le dà una coscia della gru che sta cucinando per il suo padrone. Quando costui, a tavola, chiede perché mai quella gru abbia una sola coscia, Chichibìo gli risponde candidamente che quei volatili hanno in verità una zampa soltanto, impegnandosi anche a dimostrarlo all'atto pratico. A salvarlo dall'inopportuna situazione in cui si è cacciato interverrà la fortuna, suggerendogli lì per li la trovata risolutiva.

La novella si divide nettamente in tre macrosequenze, caratterizzate da tre ambienti diversi.
La prima si svolge in cucina e vede come protagonisti Chichibio e Brunetta che, attraverso un dialogo dal tono dialettale, danno inizio all'azione narrativa. La seconda avviene nella sala da pranzo del nobile Currado,dove, in uno scambio di battute tra il cuoco e il suo padrone, Chichibio suscita l'ira del signore, trattenuta a stento dalla convenienza, dal momento che sono presenti degli invitati. La terza è ambientata in uno spazio aperto, in campagna, ed è ancora caratterizzata dalla forma del dialogo che si svolge,con esiti alterni, tra Chichibio e Currado: dapprima, alla vista delle gru immerse nel sonno, sembra prevalere Chichibio, poi, al grido del signore, il trionfo pare appartenere a Currado; infine, con una battuta di spirito nata dalla disperazione, la vittoria viene assegnata definitivamente all'arguto cuoco.

Nella novella vengono messi a confronto due personaggi, rappresentanti di due classi sociali ben diverse: Currado è nobile, dicco, raffinato,intelligente,Chichibio è un semplice cuoco, bravo nella sua arte, sensibile all'amore, pronto nel parlare, ma anche molto timoroso delle reazioni del suo signore. Saranno proprio la paura e la necessità, accompagnate dalla fortuna, a suggerirgli la battuta divertente che lo salverà da una severa punizione. L'intelligenza, la mente arguta e la prontezza delle risposte accomunano i due personaggi, annullandone, anche se solo per un attimo, le differenze sociali, in nome di un'affinità di spirito che pur si manifesta in modo diverso. Currado, infatti, apprezza l'arguzia, dimostrando intelligenza razionale e generosità. Chichibio,al quale la necessità aguzza l'ingegno, ha un'intelligenza pronta e istintiva.

II linguaggio è ,contemporaneamente, popolare e raffinato per evidenziare la distanza sociale dei due protagonisti . La narrazione, grazie anche all'uso sapiente del dialogo, è efficace e sa coinvolgere il lettore nella storia. Le costruzioni sono quelle tipiche del linguaggio trecentesco, assai diverse dall'italiano odierno: verbo alla fine della frase, inversione delle parole, frequente uso del nesso relativo, gran numero di subordinate implicite, espresse al gerundio o al participio.

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