Il Decameron è un'opera in prosa scritta tra il 13349 e il 1353.
Struttura: è una raccolta di 100 novelle raccontate in 10 giorni da 10 giovani, il tutto è collegato dalla peste del 1348, che funge da cornice letteraria.
L'opera inizia con un proemio seguito da un'introduzione alla 1° giornata in cui lo scrittore descrive la peste a Firenze.
L'opera, invece, si conclude con una "difesa".
L'autore si difende dalle possibili critiche che potrà ricevere dopo aver pubblicato l'opera.
Le 100 novelle sono precedute da brevi riassunti chiamati "rubriche".
Le novelle sono divise in sezioni, ognuna delle quali comprende una giornata, che si apre con una descrizione delle attività dei giovani e si chiude con una ballata.
In ogni giornata viene eletto o un re o una regina che decideranno il tema.
Fonti: sono varie, per esempio proverbi e aneddoti, filosofie e tradizioni del tempo, nonostante ciò l'autore riesce a rielaborare tutto e creare un capolavoro.
Le tematiche: sono presenti vari temi, ma quelli fondamentali sono l'amore, visto in tutte le sue varie sfaccettature, l'intelligenza, vista anche come furbizia, la fortuna e la visione negativa clero.

Nell'opera prevale il "realismo boccacciano" grazie al quale riesce a descrivere la realtà in tutte le sue sfaccettature, nella sua molteplicità.
Egli scrive il Decameron solo come opera per dilettare il lettore, non ha nessun intento allegorico e didascalico, infatti viene definita un'opera realistica.
Lingua: l'autore utilizza una varietà di registri linguistici , un lessico vario e un pluristilismo, nonostante ciò unifica tutto creando una struttura compatta ed unitaria.

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