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La novella di Tancredi e Ghismunda

Personaggi:
- Tancredi, principe di Salerno (novella ambientata in una corte aristocratica)
- Ghismunda, figlia di Tancredi, che si innamora di
- Guiscardo, servo alla corte.
Riassunto iniziale:
La novella si apre con la descrizione del rapporto tra Ghismunda e Tancredi, rapporto moderno perché la figlia si confidava con il padre e lui la amava, concetto moderno per io Medioevo. La ragazza viene data in sposa molto giovane ad un aristocratico che muore presto, e lei, vedova, torna a vivere con il padre. Qui si rinnamora di un servo, Guiscardo, e si pone il problema della condizione sociale, lui era un servo e lei un’aristocratica figlia di un principe; inoltre, l’amore era fuori dal matrimonio, quindi decide di non dirlo al padre nonostante il dialogo che esisteva tra loro, poiché sapeva che non lo approverebbe.
C’è una caverna, alla quale si accede dall’esterno del palazzo, che comunica tramite delle scale con le Camere di Ghismunda: Guiscardo giungeva dall’esterno, la ragazza apriva la botola per entrare nelle sue stanze e l’uomo poteva raggiungerla.

Una notte, però, Tancredi vuole parlare con sua figlia e si reca nella camera di Ghismunda, ma lei non c’è. Lui si addormenta nella sua camera nell’attenderla, mentre lei era andata alla caverna per incontrare Guiscardo. Salgono in camera e fanno l’amore nella stanza con il padre lì; lui si sveglia, sente ciò che accade ma da padre ferito per ciò che sta accadendo non si rivela, resta in silenzio e fermo. Guiscardo e Ghismunda si salutano nella caverna e intanto Tancredi se ne va. Il giorno dopo il principe fa arrestare Guiscardo e dice a sua figlia che sa tutto della relazione che lei ha, ma non sa come comportarsi nei suoi confronti per risolvere la situazione in cui lei si è messa. Il brano è la risposta di Ghismunda al padre per spiegare il perché del suo amore nei confronti del servo.
Non è una giustificazione perché lei non chiede perdono, spiega solo cosa l’ha spinta ad avere la relazione.
Il dialogo si può divider in tre parti a seconda della tematica:
- La prima parte (termina alla riga 30) è quella che tratta della tematica dell’amore, e dice che la giovinezza porta ad innamorarsi e ad avere desideri, gli dice di ricordarsi quando lui era giovane, che anche lui avrà commesso errori e provato desiderio nei confronti di altre persona, l’idea che ruota attorno al brao è il fatto che l’amore di naturale, un istinto naturale che non può essere limitato. Riga 14-15 dice che essendo un essere umano, Ghismunda come suo padre, prova gli stessi desideri di qualsiasi altro essere umano. Righe 7/8 notiamo l’orgoglio, si rifiuta di pregarlo e implorarlo, poi riga 11 dice che è vero che ha amato Guiscardo, non lo nega, dice che se esiste l’amore anche dopo la morte, lo amerà ancora. Quindi, la natura e la giovinezza portano ad amare. Lei non si sottomette all’autorità, si pone sullo stesso piano anche sui desideri e attrazione, come se non ci fosse differenza tra uomo e donna, concezione molto moderna. Dalla riga 27 dice Ghismunda che lei ha scelto Guiscardo, l’elemento che fa da ‘ponte’ per la seconda parte (tematica della condizione sociale): emerge la capacità di scelta della donna (moderna concezione), lei non si innamora per caso ma ha scelto Guiscardo considerandolo al di sopra di tutti gli altri.
- La seconda parte tratta la tematica delle condizioni sociali (termina a riga 55). Ghismunda dice che le differenze sociali esistono, che Dio ha creato tutti uguali in corpo e anima, poi la casualità ha agito, alcune si sono arricchite mentre altre son rimaste povere: per lei la differenza di ricchezza non è corrispondente alle gentilezza. Alcuni hanno una condizione più ricca ma sono villani (righe 44-45), mentre Guiscardo, se guardato con oggettività, è nobilissimo anche se non è ricco. Per la ragazza è solo la fortuna ad aver fatto tali differenze sociali, tanto che 34-35 dice che non è lei ad aver peccato amando qualcuno più povero, ma il peccato è della fortuna, che a volte non premia chi è degno ma chi non se lo merita.
- La terza parte Ghismunda dice al padre che l’ultimo punto che affronta è ciò che il padre dovrebbe farle. Lei dice che non lo pregherà, ma ciò che fa a Guiscardo deve farlo a lei: se lui non lo farà con le sue mani, lei stessa si farà la stessa cosa: se lui morirà lei si ucciderà. In modo provocatoria alla fine dice di andare a piangere come fanno le donne, mentre lei come donna sta reagendo con orgoglio: la donna è più forte dell’uomo. Questa è la risposta riguardo alla domanda del padre sul che cosa fare di lei.
Parte finale:
Tancredi non crede molto alla figlia, che la sua risolutezza possa essere tale da portare a termine ciò che ha appena minacciato. Fa uccidere Guiscardo e per riaffermare il suo potere sulla figlia le fa portare da una serva in camera il cuore dell’amato in una coppa d’oro. La ragazza dice che non poteva esserci una tomba più degna. Fa mettere un veleno nella coppa dove stava il cuore da una serva e si uccide. Il padre si rende conto di aver sottovalutato la figlia e il suo amore, quindi li fa seppellire insieme, e hanno la possibilità di stare assieme dopo la morte, cosa che non hanno avuto in vita.
Tematiche della novella ‘Tancredi e Ghismunda’
- La prima tematica è quella dell’amore, trattato in modo leggermente diverso per il tono drammatico, ma il concetto è lo stesso: l’amore è una forza naturale che agisce sulle persone e supera ogni limite che l’uomo cerca di darsi. Mentre nella novella delle papere era il padre a porre i limiti crescendo il figlio da eremita, qui il limite è imposto dalle regole sociali e dal padre, poiché lei non dovrebbe innamorarsi di un servo, ma l’amore non guarda questi limiti né ogni altri.
- La seconda tematica è quella della fortuna: il caso che agisce nella vita degli uomini. È un caso che Ghismunda si innamora di Guiscardo, è un caso che il padre li scopra, ed è un caso per Ghismunda che nella vita le persone diventano ricche e povere. Per lei quindi i maggiori eventi nella vita delle persone sono dovuti alla casualità. La fortuna può essere quindi arginata dall’ingegno dell’uomo. Il caso non ha una volontà, non contrasta il piano di Dio, è cieca.
- La terza tematica è quella della questione sociale, la differenza tra classi, Ghismunda, portatrice del pensiero di Boccaccio, dice che non esiste un motivo vero per cui ci sono differenze sociali, non dipendono dalla gentilezza e dalle virtù delle persone. La gentilezza non è legata alla classe sociale e ciò si vedeva anche nello Stil Novo, con l’idea che fosse legata all’animo e non alla classe sociale. La classe aristocratica viene rappresentata sia da Ghismunda che da Tancredi in maniera positiva: l’unica differenza tra padre e figlia è che sono di due generazioni diverse. Non condanna l’aristocrazia, ma critica quella vecchia in cui gli aristocratici credevano di essere superiori ad altri, e promuove una nuova aristocrazia, che viene rappresentata da Ghismunda, in cui l’importante sono le virtù, che non dipendono dalle ricchezze.
- La quarta tematica è quella della condizione femminile: non è l’inizio di un riscatto, è solo un’eccezione, poiché sotto questo punto d vista Boccaccio è diverso dato che da una notevole importanza alla donna. Si parla di dignità della donna perché non ha timore reverenziale del padre, sceglie per sé stessa; il suicidio è una scelta, non fa stabilire al padre. Lei non si pone superiore al padre, non sceglie per lui, ma ponendosi allo stesso piano sceglie per lei. È una donna che parla, fa il suo discorso.

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