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Decamerone (deka, dieci – imera, giorno)
Dieci ragazzi (7 ragazze e 3 ragazzi) per sfuggire all’epidemia che incombe sulla loro città (Firenze), la peste, fuggono e decidono, per allietare il loro viaggio, di raccontarsi, per dieci giorni dieci novelle, per un totale di 100 racconti.
Per introdurre il Decamerone c’è una centunesima novella, la cosiddetta cornice.
Nelle novelle del Decamerone vengono descritte le storie di persone appartenenti a tutte le classi sociali, ma Boccaccio vuole sottintendere che l’indole umana non dipende dalla nascita o dalla ricchezza ma dall’intelligenza e dall’acume.
“Le mille e una notte” è l’antecedente orientale del Decamerone, e forse la migliore opera orientale.
Nell’antichità non esistevano vere e proprie raccolte di novelle. Petronio, nella sua opera Satyricon, inserì 5 novelle mentre nelle Fabulae Milesiae di Aristide di Mileto alcuni personaggi raccontavano delle novelle.

Nel Decamerone la peste diventa un vero e proprio personaggio, è il sovvertimento di tutte le regole.
e storie di Boccaccio hanno una morale che si può individuare nel fatto che gli uomini devono imparare a valutare e ridimensionare le cose che stanno loro intorno (infatti tante cose non sono importanti).
Durante i dieci giorni in cui si svolge il Decamerone i ragazzi sceglievano tra loro un re o una regina che doveva scegliere l’argomento delle novelle della giornata (fortuna, industria, amore, motti, beffe, magnanimità).

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