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Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio nasce nel 1313 a Certaldo,in Toscana. A Firenzze incontra probabilmente Dante. Nel 1327 si sposta a Napoli e viene accolto nella corte di re Roberto d’Angiò. Del 1330 studia diritto canonico ma allo stesso tempo scopre la propria vocazione letteraria e scive anche le prime opere,tutte in onore di Fiammetta,donna ardentemente amata. Nel 1340 rientra a Firenze e nel 1348 fa esperienza della terribile peste che devasta la città. In questo periodo gli sono affidati anche importanti incarici politici come quello di ambasciatore per il Comune di Firenze. Nel 1350 conosce Petrarca ,con il quale tiene una frequente corrispondenza ed infatti nel 1359 lo incontra a Milano. Nel 1360 riceve gli ordini minori e diviene chierico e impara anche il greco. Intorno ai 50 anni ha una profonda crisi religiosa che gli fa prendere in considerazione l’idea di distruggere il Decameron,a causa del contenuto troppo licenzioso,ma probabilmente Petrarca riesce a dissuaderlo. Muore a Certaldo nella sua villa il 21 dicembre 1375.

Pensiero e poetica

Boccaccio è il primo grande scrittore in lingua volgare in prosa. Il Decameron è il primo vero capolavoro italiano,non è un romanzo,non ha una trama univoca. Egli non conosce ancora il romanzo moderno,che nasce nel ‘600,pertanto nel suo periodo storico era portata già ad un livello altissimo la concezione della novella,cioè del racconto breve e Boccaccio va ad inserirsi in questa tradizione soprattutto per l’ambiente culturale napoletano che era segnato dalla letteratura cortese. Qui Boccaccio frequenta la biblioteca reale di Roberto d’Angiò e acquisisce anche una cultura scolastico-giuridica. Egli fu anche un copista,come testimonia lo zibaldone. Inoltre,Boccaccio fu il primo grande dantista,infatti copiò per tre volte l’intero poema dantesco e scrisse il Trattarello in laude di Dante.

Il decameron

Il Decameron è il primo grande libro della narrativa occidentale moderna, in cui esiste una storia che fa da contenitore o da cornice e all’interno della quale vengono inseriti gruppi di novelle(alcune delle quali sono di natura autonoma). Boccaccio aveva letto la raccolta delle fiabe “Le mille e una notte” che è un contenitore all’interno del quale si succedono tanti racconti brevi che narra una giovane fanciulla,il cui esercizio della parola garantisce la sopravvivenza.Alcune di queste storie sono divenute famose anche nel mondo occidentale come la storia di Alìbaba e i quaranta ladroni. Boccaccio si ispira anche ai testi comici antico-francesi come i fabliaux e inserisce tutte queste idee nel Decameron. Il racconto principale si ambienta a Firenze durante un periodo di peste(topos della tradizione occidentale),di cui egli è stato anche testimone ed immagina che in questo periodo un gruppo di 10 ragazzi,3 giovani e 7 giovanette,fugga dalla città di firenze per evitare il contagio. Questi giovani rappresentano simbolicamente la società utopica e ragionevole. Essi si rifugiano in una villa in campagna e per esorcizzare la paura e il dolore di aver lasciato i propri familiari,cercano di distrarsi raccontando per dieci giorni (dal greco “deca” dieci e “mera” giorni),dieci racconti al giorno. Il Decameron si articola intorno ai numeri 10,3,e 7.Ogni giorno essi scelgono tra loro il re o la regina della giornata,questo serve a dettare il tema sul quale bisognava inventare la novella. La narrazione inizia il mercoledì dalle tre del pomeriggio all’ora di cena. Ogni giornata del Decameron presenta una rubrica che introduce il tema trattato.All’interno del decameron,ritorna anche il nome di Fiammetta,la donna da Boccaccio amata.

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