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Andreuccio da Perugia

In questa novella viene raccontata la storia di Andreuccio da Perugia, un uomo molto ingenuo che a Napoli bpviene più volte preso in giro.
L'ingenuità del personaggio si evidenzia quando al mercato mostra più volte di possedere molti soldi. Il denari viene osservato da una prostituta che ricava informazioni su Andreuccio da un vecchio che lo conosceva bene poiché era amico del padre. La prostituta così si finge sorella di Andreuccio, spiegando che suo padre da Perugia si era spostato in Sicilia e qui aveva conosciuto molte donne.
Il personaggo di Andreuccio è soggetto nuovamente a inganni quando incontra due ladri che lo convincono a rubare nella tomba di un arcivescovo per recuperare il denaro perso. Infine i ladri scappano, spaventati, da altre persone che volevano impossessarsi dei tesori della tomba, e Andreuccio ottiene l'intero bottino per sé.
Questa novella appartiene alla seconda giornata dove i narratori devono raccontare storie a lieto fine. In questo caso si parla di lieto fine quando Andreuccio da Perugia dopo molte peripezie riesce, non solo a recuperare i soldi che aveva perso, ma anche a guadagnarne molti di più.

Boccaccio, però, affronta anche la problematica della fortuna, infatti è di natura fortuita l'arrivo di altre persone nella tomba che fanno fuggire i ladri.
Analizzando la novella, si nota come Boccaccio concepisce la fortuna come una forza che si muove in modo casuale, infatti quest'ultima non ha appoggiato un uomo scaltro o coraggioso, bensì uno ingenuo le cui qualità non sono proprie di un eroe.

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