Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Giovanni Boccaccio nacque nel 1313 e, dopo un'infanzia a Firenze, si trasferì a Napoli dove si dedicò agli studi letterari, abbandonando la carriera mercantile.
  • A Napoli, Boccaccio non solo scrisse le sue prime opere originali, ma visse anche un intenso amore giovanile per Maria dei conti d'Aquino, che influenzò profondamente la sua scrittura.
  • Dopo il fallimento del Banco dei Baldi, tornò a Firenze dove si confrontò con difficoltà economiche, ma continuò a sviluppare il suo talento con opere più mature.
  • L'incontro con Petrarca nel 1350 fu cruciale per Boccaccio, alimentando la sua creatività e portando alla scrittura di opere significative come il Buccolicum Carmen.
  • Le novelle del Decameron esplorano temi di intelligenza e amore, rappresentando gli ideali della classe mercantile trecentesca e introducendo il realismo nella narrazione.

Giovanni Boccaccio

La vita

Indice

  1. Infanzia e formazione di Boccaccio
  2. Esperienze a Napoli e prime opere
  3. Ritorno a Firenze e maturazione
  4. Incontri con Petrarca e nuove opere
  5. Ultimi anni e riflessioni sulla vita

Infanzia e formazione di Boccaccio

Giovanni Boccaccio nacque a Certaldo o a Firenze nel 1313. Suo padre, Boccaccio di Chellino, mercante agiato, era un mercante agiato e agente della compagnia mercantile dei Baldi.

Esperienze a Napoli e prime opere

Dopo aver trascorso 12 anni a Firenze, Boccaccio fu mandato a Napoli per fare pratica mercantile presso l'agenzia del Banco dei Baldi. A Napoli frequentò la corte e le allegre brigate di uomini e donne appartenenti alla nobiltà e alla ricca borghesia, che vivevano una vita aristocratica, fra le feste cittadine.

Né la mercatura né gli studi di diritto lo appassionarono, perché la sua vocazione naturale era rivolta agli studi letterari. Con l'aiuto di autorevoli maestri, il Boccaccio studiò i classici latini e la letteratura italiana e francese.

A Napoli naufragò la vocazione mercantile e lo studio del diritto canonico e si gettò avidamente sui libri dei poeti. Ritratto di Giovanni Boccaccio, scrittore del Trecento, influenzato da Dante e Petrarca, simbolo della cultura italiana.Fu un educazione da autodidatta e per questo non mancarono alcune lacune; Il Boccaccio era sostenuto da un entusiasmo intenso per al poesia , che lo spingevano a leggere le opere dei classici latini. E subito, in margine ai suoi studi, fiorì la sua prima originale poesia, già chiaramente esprimente una vocazione narrativa, dal Filocolo, al Filostrato, al Teseida, alla Caccia di Diana, a parte delle Rime.

Questi anni furono importanti per Boccaccio anche dal lato sentimentale: il più forte amore giovanile fu quello legato a Maria dei conti d'Aquino, figlia naturale di re Roberto d'Angiò e sposa a un nobile della corte. Maria la citò in prosa in tutte le sue opere fino al Decameron, soprattutto nella Fiammetta. Dopo un inizio felice, la storia si concluse con l'abbandono del poeta da parte della volubile signora.

Ritorno a Firenze e maturazione

Nel 1340, a causa del fallimento del Banco dei Baldi, il padre fu costretto a richiamare Boccaccio a Firenze, anche se controvoglia. Mentre a Napoli, Boccaccio conduceva una vita gioiosa e agiata a Firenze doveva far fronte alla difficile situazione economica del padre. Durante questo periodo il Boccaccio frequento le corti del Nord in cerca di un lavoro, ma nello stesso tempo rafforzò la sua vocazione e il suo impegno letterario.

Nei primi anni del suo soggiorno a Firenze, il Boccaccio scrive opere più mature come il Ninfale d'Ameto, la Fiammetta, l'Amorosa Visione, il Ninfale Fiesolano.

Nel 1348 il Boccaccio assiste alla peste a Firenze, che ci rimane anche negli anni successivi per amministrare lo scarso patrimonio.

Incontri con Petrarca e nuove opere

Nel 1350, Boccaccio conobbe Petrarca con il quale allacciò una fruttuosa amicizia, rinsaldata da altri successivi incontri e dallo scambio di varie lettere. Questo periodo fu molto felice per Boccaccio, in cui compose: Buccolicum Carmen De Claris mulieribus, De casibus virorum illustrium, De montibus silvis, fontibus lacubus fluminibus.

Nel 1362 e nel 1370, il Boccaccio, afflitto da problemi economici, si recò a Napoli in cerca di fortuna, ma entrambe le volte rimase deluso.

Sempre nel 1362, il Boccaccio decise di dare alle fiamme i suoi libri, ma il Petrarca lo salvò da questo suicidio spirituale.

Ultimi anni e riflessioni sulla vita

Fino agli ultimi anni della sua vita Boccaccio continuò la sua attività culturale. Nel 1373 Boccaccio fu chiamato dal comune di Firenze a commentare la Divina commedia.

Boccaccio morì nel 1375 a Certaldo.

Non ci sono aspetti della vita che il Boccaccio trascuri: a volte li descrive con azioni dettate dall'intelligenza e dalla nobiltà d'animo, a volte sorridendo con ironia dei vizi e della stupidità umana, alla luce di una maturità conquistata dopo le ricche ma anche disordinate esperienze giovanili a Napoli e dopo il crollo della fortuna familiare.

la rappresentazione della vita riflette gli ideali e gli atteggiamenti della classe mercantile, fulcro della società trecentesca, di cui il Boccaccio diventa l'interprete mettendone in risalto il senso pratico, lo spirito d'avventura e la scaltrezza che qualche volta sfocia nella più disinvolta disonestà come nella novella di Ser Ciappelletto.

L'osservazione della vita nelle novelle del Decameron ci ha fatto capire che sono 2 gli aspetti principali: l'intelligenza e l'amore. L'uomo insegue i suoi obiettivi, giusti o ingiusti, utilizzando l'intelligenza. Anche l'amore è trattato dal Boccaccio in tutte le sue possibili manifestazioni: amore cavalleresco, amore-passione che sfocia nella tragedia, amore sensuale e amore volgare.

Per queste caratteristiche il Boccaccio è il fondatore del realismo nella narrazione.

Il linguaggio del Decameron è molto simile al latino per i lunghi periodi degli intervalli narrativi e per gli interventi di personaggi di alta condizione sociale e di elevata cultura.

Boccaccio fu grandissimo ammiratore, oltre che di Petrarca, anche di Dante: da questo interesse lo portò a trascrivere alcuni brani delle Divina Commedia.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la formazione iniziale di Giovanni Boccaccio?
  2. Giovanni Boccaccio nacque nel 1313 e, dopo un'infanzia a Firenze, fu mandato a Napoli per praticare la mercatura. Tuttavia, la sua vera vocazione si rivelò negli studi letterari, dove si dedicò ai classici latini e alla poesia, dando vita a opere come il Filocolo e il Teseida.

  3. Quale impatto ebbe l'amore per Maria dei conti d'Aquino sulla vita di Boccaccio?
  4. L'amore giovanile di Boccaccio per Maria dei conti d'Aquino influenzò profondamente la sua opera, venendo citato in prosa in tutte le sue opere fino al Decameron, in particolare nella Fiammetta, anche se la relazione si concluse con l'abbandono.

  5. Come si sviluppò la carriera letteraria di Boccaccio dopo il suo ritorno a Firenze?
  6. Dopo il ritorno a Firenze nel 1340, Boccaccio affrontò difficoltà economiche ma continuò a scrivere opere più mature come il Ninfale d'Ameto e la Fiammetta, mentre cercava lavoro nelle corti del Nord.

  7. Qual è il significato dell'amicizia tra Boccaccio e Petrarca?
  8. L'amicizia tra Boccaccio e Petrarca, iniziata nel 1350, fu fruttuosa e portò Boccaccio a comporre opere significative come il De casibus virorum illustrium, contribuendo alla sua crescita culturale e letteraria.

  9. In che modo Boccaccio ha rappresentato la vita e i suoi ideali nel Decameron?
  10. Nel Decameron, Boccaccio esplora l'intelligenza e l'amore in tutte le sue forme, riflettendo gli ideali della classe mercantile del Trecento e fondando il realismo nella narrazione, con un linguaggio che ricorda il latino e una profonda osservazione della vita umana.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community