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Ludovico Ariosto – l'Orlando furioso, ideologia e poetica

L'intreccio: in parallelo vengono sviluppati diversi filoni narrativi, interrotti e poi ripresi nel corso della narrazione. Questa tecnica si chiama entrelacement;
Il motivo dell'inchiesta: ciò che muove la vicenda e suscita le imprese dei cavalieri è la ricerca di un oggetto del desiderio, reale o astratto. Il senso di ricerca rimane inappagato o di frustrante inutilità;
la laicità: l'opera rimane in una dimensione puramente terrena. Manca un disegno provvidenziale, una meta che muova i personaggi verso un'unica direzione.
La fortuna: l'uomo non è più in grado di contrastare la sorte con le proprie capacità, ma è succube della Fortuna. Ne consegue una visione pessimistica della condizione umana, in parte dovuta alla situazione politica di crisi degli Stati italiani.

La selva: rappresenta simbolicamente la visione ariostesca del mondo. La selva è anche metafora del poema: la complessità dell'intreccio delle vicende è simile all'intrico della selva.
Tempo e spazio labirintici: l'intrecciarsi di diversi filoni narrativi comporta continue anticipazioni e ritorni al passato sul piano temporale. Anche i luoghi della narrazione sono i più vari. Tuttavia non domina il caos, ma un disegno organizzativo ben definito. Ariosto ricerca un'unità di fondo al poema e la realizza attraverso una serie di parallelismi e simmetrie tra le vicende presentate. Ad esempio l'amore per Angelica porta Orlando alla folli, in parallelo e in contrasto l'amore per Bradamante è per Ruggiero qualcosa di positivo.
• Si distinguono due parti nel poema, la prima più legata alla tecnica dell'entralacemant e la seconda, che invece si rifà di più al modello epico, con i vari filoni narrativi che giungono a una conclusione. Nella seconda parte la ricerca di un oggetto concreto diviene la ricerca di un concetto astratto (il senno).

Ariosto non crede più come Boiardo in una possibile attualizzazione del poema epico cavalleresco. Se la cavalleria è svuotata dei valori epico-religiosi, non può più rivivere grazie ad altri nuovi ideali. La cavalleria per l'Ariosto è un mondo lontano che ricorda con nostalgia.
Tuttavia il romanzo epico cavalleresco non è solo un genere di diletto, ma attraverso il fittizio è possibile parlare del mondo rinascimentale e riflettere in chiave etico-filosofica su di esso. Ad esempio dalle vicende del poema emerge una concezione ingannevole del reale, tipica del mondo rinascimentale. Ariosto è un acuto e spregiudicato osservatore della realtà e dei comportamenti umani. Per riflettere sul reale Ariosto utilizza in modo particolare due tecniche narrative: lo straniamento, cioè la presa di distanza con l'immedesimazione dell'autore nei confronti dei suoi personaggi (pazzia di Orlando), e l'abbassamento, cioè il ridimensionamento della dignità epica degli eroi. Entrambe le tecniche favoriscono l'utilizzo di quella sottile ironia con cui Ariosto descrive e criticale le scelte e le situazioni in cui si trovano i suoi personaggi.

Proemio

Compresenza di tema guerresco e tema amoroso.
Abbassamento della materia cavalleresca.

Al contrario della tradizione che solitamente si soffermava sull'eroe principale, qui viene enfatizzata la varietà degli eventi e dei temi; a tale varietà di temi corrisponde una non meno vigorosa varietà formale (variazione dello stile).
L'invocazione è tradizionalmente rivolta alle Muse, a Dio o ai Santi, mentre qui è indirizzata alla donna amata.
L'autore si ricollega alla materia cavalleresca a lui precedente (ormai tramontata), apportando delle modifiche ai contenuti e ai modi della narrazione epica: l'eroe non ha più l'integrità dei cavalieri medievali (abbassamento della materia cavalleresca) e vi è il coinvolgimento in prima persona del narratore.

Il palazzo di Atlante

La vana ricerca dei desideri

L'episodio rappresenta un bell'esempio della scorrevolezza narrativa proprie dello stile ariostesco.
Un altro dato stilistico insiste sull'affanno delle ricerche: il cammino dei cavalieri è un andare a vuoto, un ritornare sui propri passi, così come sui propri passi ritornano il lessico e lo stile del poeta. Rispetto alla tradizione dei romanzi d'avventura, non abbiamo più un percorso rettilineo, ma una peregrinazione ciclica labirintica.
Il palazzo di Atlante diviene un'allegoria del destino umano: gli uomini si affaticano inutilmente dietro alle loro passioni e ai loro desideri.

L'episodio ha poi una funzione allegorica anche rispetto al poema e al modo in cui esso costruisce la narrazione: l'episodio è una chiave interpretativa che racchiude il significato dell'intero poema, ovvero l'inutilità degli affanni cui gli esseri umani si sottopongono per raggiungere ciò che desiderano.

La pazzia di Orlando
Follia devastatrice del protagonista
Il distacco ironico ariostesco

L'esplosione del dolore di Orlando, e poi della sua follia, si accompagna all'impiego di un lessico e di uno stile energici ed appassionanti, con l'intenzione di rappresentare l'eccesso della passione infelice. Lo strumento dell'ironia, il ricorso a elementi della lirica tradizionale e l'accostamento schiettamente comico all'umile mondo quotidiano dei pastori sono i modi fondamentali per mezzo dei quali l'eccesso viene ridimensionato.

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