Ariosto


Nacque l’8 settembre del 1474 a Regio Emilia da una nobildonna e dal padre Nicolò che faceva parte della corte del Duca Ercole I d’Este che gli permise di avere contatto con la cultura umanistica
Iniziò la facoltà di Legge a Ferrara, ma la abbandonò poco dopo per dedicarsi agli studi umanistici sotto Gregorio Da Spoleto; nello stesso tempo studiò filosofia a Ferrara.
Nel 1500 morì suo padre e lui dovette dedicarsi alla famiglia accettando l’incarico di Capitano della Roca presso Canossa, dove nacque il suo presunto primogenito dalla domestica del padre Maria.
Rientrato a Ferrara, divenne funzionario e venne assunto dal cardinale Ippolito d’Este facendosi chierico per ottenere benefici.
Quando Leone X divenne papa, Ludovico cercò nella curia una carica che non gli fu mai offerta.
Intanto si innamorò di Alessandra Benucci che, rimasta vedova di Tito Strozzi, si trasferì a Ferrara dove si sposò con lo scrittore.
- Nel 1516 pubblicò la 1° edizione dell’ “Orlando Furioso” diviso in 40 canti; la stesura era iniziata 11 anni prima e lo dedicò a Ippolito d’Este che non lo apprezzò. Così Ludovico si trasferì ad Agria nel 1517 passando al servizio di Alfonso d’Este.
- Nel 1552 Alfonso lo rese governatore della Garfagnana e Ariosto si mostrò abile in politica pur essendo questa una località difficile da gestire.
- Dal 1525 tornò a Ferrara dove si dedicò alla scrittura rifiutando l’incarico di ambasciatore papale.
- Nel 1532 accompagnò Alfonso all’incontro a Mantova con Carlo V e, rientrando a Ferrara, si ammalò di enterite e morì il 6 luglio 1533; fu sepolto prima a Ferrara, poi a Palazzo Paradiso.

L'Orlando Furioso


Viene iniziato nel 1503/1504 e pubblicato per la prima volta nel 1516, ma modificato nel 1521 e poi nel 1532 quando uscì l’edizione definitiva in 45 canti.
Orlando e Rinaldo sono due cavalieri cristiani (cugini) entrambi innamorati di Angelica (motore di tutte le storie dell’Orlando Furioso).L'imperatore Carlo, per far cessare i conflitti tra i due, rapisce Angelica e l'affida ad un conte, promettendola in sposa al miglior paladino cristiano che ucciderà più infedeli.
Ma Angelica scappa e sia Orlando che Rinaldo si allontanano dal campo di battaglia.
Orlando, cercando la donna, vive una serie di avventure: sull'isola Ebuda libera Olimpia che era stata legata ad un scoglio e data in pasto ad un'orca e aiuta una giovane donna chiusa in una grotta da alcuni malfattori.
Per un sortilegio viene intrappolato nel castello del mago Atlante, ma riesce ad uscire e arriva in un bosco dove, affrontando un saraceno, viene a conoscere (dalle iniziali dentro un cuore che i due avevano inciso sugli alberi) della storia d'amore di Angelica e Medoro (paladino saraceno). *
Orlando cerca di convincersi che non sia lei, ma il pastore gli racconta la storia dei due; lui esce fuori di se, si denuda, abbatte alberi e distrugge villaggi, attraversa a nuoto lo stretto di Gibilterra e arriva in Africa dove i compagni lo riconoscono.
Astolfo, guidato da San Giovanni, va a recuperare il senno di Orlando in un’ampolla sulla Luna e Orlando rientra in se stesso e può ricominciare a combattere.
Rinaldo riesce a dimenticare Angelica bevendo dalla fonte del disamore.
Nel frattempo, gli arabi hanno fatto stragi di cristiani. Tornati i due cavalieri, i cristiani riescono ad avere la meglio.
In tutto questo, Ruggiero, paladino saraceno cresciuto da Atlante, si innamora di Bradamante, guerriera nobile amazzone e sorella di Rinaldo. (3° filone)
I due si erano persi di vista e si stanno cercando.
Anche Ruggiero è prigioniero del castello di Atlante poiché lo stesso Atlante contrasta il loro amore sapendo dall’oracolo che quando faranno un figlio lui morirà; ma Ruggiero riesce a scappare, portato via da un ipogrifo che lo porta all'isola della maga Alcina,di cui Ruggiero si innamora. Capisce, però che si tratta dell'ennesimo sortilegio, quindi scappa e giunge ad Ebuda dove libera Angelica dall'orca e se ne innamora, ma Angelica scappa.
Si ritrova quindi in un altro castello di Atlante dove c'è anche Bradamante; i due si promettono amore eterno, ma sono di nuovo allontanati da un altro scontro cristiani/arabi. Tra i saraceni c'è una donna Marfisa di cui Bradamante è gelosa, ma Atlante rivela che Ruggiero e Marfisa sono fratelli e hanno origini cristiane.
Dopo una serie di peripezie Ruggiero si converte al cristianesimo e può sposare Bradamante. Questa però è stata promessa in sposa a Leone, figlio dell'imperatore di Bisanzio. Bradamante decide di sposare chi vincerà in duello. Leone, per assicurarsi la vittoria, fa rapire Ruggiero, ma quando lui confessa la sua storia Leone si commuove e rinuncia alla donna. I due possono finalmente, ma durante il matrimonio arrivano i saraceni che lo sfidano.
L’opera rimane sospesa.

* Angelica e Medoro: a metà opera Angelica trova Medoro, umile fante ferito a morte.
Lei cerca di ridargli salute curandolo con erbe e con le sue arti magiche. Mentre lei gli da salute, si innamorano l’uno dell’altra alloggiando nella grotta di un pastore.
La battaglia in Ariosto (2° filone)
Nella battaglia di Parigi (invenzione) tra Carlo e Agramante per la prima volta cristiani e saraceni non sono rappresentati diversi; secondo Ariosto tutti i paladini sono eroi di pari dignità che mostrano le proprie virtù feudali e rappresentano l’aristocrazia feudale sia nell’uno che nell’altro schieramento.
Ariosto non descrive mai la battaglia campale; tutti gli altri scontri sono duelli tra 2,3, e massimo 6 eroi di parte in parte.
Ci sono vincitori e vinti in tutti gli schieramenti, non c’è mai un successo totale, anzi subentrano casi che mettono in crisi il successo : la fortuna che interviene a modificare scelte e attese dell’uomo.

Gli eroi


Ariosto ha una visione particolare degli eroi: pur portatori di virtù, sono sempre mancanti di qualcosa (elmo, cavallo, spada, strada, donna amata) -> sono metafore della vita che non ci da pienezza e metafore della consapevolezza che i valori non saranno più quelli della societa’ cortese, che è perduta per sempre.

La felicità in Ariosto


Secondo Ariosto è propria dell’uomo la ricerca della felicità da cercare qui e ora; questa ricerca è infinita e si svolge in uno spazio infinito con le caratteristiche del labirinto.
La ricerca della felicità si traduce in azione; si cerca un oggetto del desiderio, ma raggiungere questo oggetto non vuol dire essere felici: si può modificare oppure lo possiamo sostituire prima di raggiungerlo.
 la vera saggezza consiste nel non degradare l’oggetto : Non assolutizzare il suo valore, dargli meno importanza e sostituirlo. Chi si fissa su un unico oggetto del desiderio diventa folle (come Orlando). Bisogna accontentarsi.
Valore simbolico dei castelli
1° Castello: fa apparire tutti gli oggetti che i cavalieri desiderano;
Orlando -> Angelica
Ruggero -> Bradamante (anche se i due non si riconoscono)
2° Castello: luogo di delizie e piaceri mondani; Orlando si fissa perché ha visto Angelica, ma lei con l’anello si dilegua.
Ruggero sostituisce l’oggetto del desiderio con un cavallo, Boiardo, e quando esce il castello sparisce (saggio).
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