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L'Orlando furioso


E' il capolavoro di Ariosto. Calvino ha riscritto l'Orlando furioso e si è ispirato questo per le sue opere. Calvino ha amato moltissimo l'Orlando furioso e lo ha reso come una metafora della vita. La prima edizione viene pubblicata nel 16 e ha 40 canti, nel 21 esce la seconda edizione sempre in 40 canti con qualche modifica, nel 32 la terza edizione è un'edizione ampliata in 46 canti (è quella a cui noi facciamo riferimento) vengono inserite nuove vicende e in quest'ultima edizione ci sono maggiori riferimenti alla contemporaneità, c'è riferimento alle scoperte geografiche all'uso delle armi da fuoco. L'atmosfera è più cupa, c'è più pessimismo, perché i valori rinascimentali iniziano ad entrare in crisi. Entra in crisi il valore dell'antropocentrismo. Nonostante nel rinascimento sia fondamentale quest'ultimo valore i personaggi sono guidati dalla sorte. Ci sono altri 5 canti che inizialmente voleva aggiungere, ma che poi non lo fa perché avrebbero sconvolto la struttura dell'opera. Dell'Orlando innamorato ripropone anche la fusione tra ciclo bretone e ciclo carolingio, le armi e gli amori. è un'opera che si rifà ai modelli classici agli autori latini come Virgilio e come Ovidio. Per esempio l'episodio di Euriado e Esiado lo ritroviamo nell'episodio di Cloridano e Medoro. Medoro sarà il giovane di cui si innamora angelica. Nonostante ciò l'orlando furioso è un 'opera originale tutto viene ripreso e rielaborato le opere rappresentano solo uno spunto.
L'opera è composta come se fosse letta o recitata davanti a un pubblico, ma questo è solo un'espediente. L'obiettivo di Ariosto è quello di stampare la sua opera e di diffonderla in tutte le corti italiana. Queste apostrofi all'ascoltatori sono una convenzione. Il pubblico A cui Ariosto fa riferimento è nazionale. ed è per questo che nell'edizione del 32 sottopone l'opera a una profonda revisione linguistica. Nelle prime 2 edizioni Ariosto si adegua al modello linguistico di Boiardo. nella terza edizione adotta la proposta di Bembo nella scelta della lingua letteraria (poesia per Petrarca e per la prosa Boccaccio) una lingua caratterizzata da uniformità equilibrio eleganza raffinatezza misura compostezza. La lingua per Ariosto è una lingua molto più variegata rispetto a quella di Petrarca che accosta termini aulici a termini elevati a termini comuni. Eleganza raffinatezza e semplicità. Riesce a usare un lessico molto più vario. Ariosto usa un lessico molto variegato termini molto elevati e termini popolari, però riesce a mantenere un'armonia di fondo riesce a non creare dei contrasti forti. La sua poesia è estremamente musicale, scorrevole nonostante alterni momenti drammatici a momenti sereni. Il tono anche nei momenti di grande tensioni non ci fa percepire grandi urti. Ma assolutamente il tutto è armonioso.
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