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Ludovico Ariosto - L’intellettuale cortigiano rivendica la sua autonomia: parafrasi e analisi del testo


Annibale, poiché vuoi sapere come me la passo alle dipendenze del duca Alfonzo e se io sento il peso o meno dopo aver cambiato servizio; perché, se anche di ciò mi lamento, tu mi dirai che io ho fatto scoppiare la bolla provocata dalla piaga e che io sono un ronzino senza fiato: senza pensarci troppo dirò che sia un peso che l’altro mi dispiacciono, perché preferirei essere indipendente. Dimmi ora che ho rotto le piaghe, e se ti piace dimmi che sono un ronzino, e dimmi anche peggio: io posso solo dirti la verità: perché, quando mia madre mi partorì, se io avessi fatto a mio padre lo stesso scherzo che Saturno fece al suo e se non avessi così tanti fratelli e sorelle, non avrei fatto la pazzia delle rane che si cercano un re di andare a procurarmi una persona al cospetto della quale levarmi il cappello e genuflettermi. Poiché io non sono figlio unico e i miei genitori non sono ricchi, e dato che non sono in grado di essere indipendente; preferisco nutrirmi presso il duca piuttosto che essere un mendicante. So molto bene che sono distante dal modo di pensare della maggior parte delle persone, che considerano essere alle dipendenze di Alfonzo una grande fortuna, scelta che io invece considero servile. Lo faccia chi apprezza questa scelta; se un giorno Mercurio (figlio di Maia e Dio della ricchezza) sarà gentile con me, sarò indipendente. Io prima o poi ne verro fuori se Mercurio sarà gentile con me. La stessa sella oppure il basto, un altro tipo di sella, non si adatta allo stesso modo per tutti gli animali. Ad uno da fastidio, mentre ad un altro provoca dolore (metafora). Allo stesso modo, un usignolo sta male nella gabbia, mentre ancora peggio ci sta il cardellino o il fanello, mentre la rondine, solamente in un giorno, muore. Chi desidera avere onori cavallereschi o religiosi, stia alle dipendenze di re, duchi, cardinali o papi; ma io non ho ambizioni né di tipo cavalleresco né religioso. A casa mia gusto molto di più una rapa che posso cuocere, infilzare in uno spiedo e gustare con una salsa, piuttosto che mangiare cibi particolari alla tavola degli altri; e così preferisco dormire a casa mia con una coperta semplice piuttosto che averne una d’oro o di seta. E preferisco riposare le mie membra pigre piuttosto che vantarmi di essere stato in Russia, India, Etiopia ed oltre. I desideri degli uomini sono vari: c’è chi predilige la carriera ecclesiastica e chi quella militare, chi è fedele alla patria e chi agli stranieri: chi vuole andare in giro per il mondo, ci vada pure: veda l’Unghereia, la Francia o la Spagna, ma a me piace stare nella mia penisola. Ho già visto la Toscana, la Lombardia, l’Emilia Romagna, gli appennini e le alpi, il Tirreno e l’Adriatico. Questo mi basta; visiterò il resto della terra leggendo libri di geografia, seguendo i confini del mondo fissati da Tolomeo sull’atlante, sia che il mondo sarà in pace o in guerra;
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