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Le qualità dell'espressione scritta o orale

Le qualità del modo di esprimersi sono: la purezza della lingua, la proprietà di vocabolario, la chiarezza, la convenienza, la naturalezza, la brevità, l’armonia. Vediamo come si possono raggiungere.
1) La purezza si ottiene utilizzando parole che appartengono all’italiano. Vanno pertanto esclusi dall’uso gli esotismi, i provincialismi, i solecismi e gli arcaismi e fare molta attenzione all’uso di neologismi
L’esotismo si riferisce all’uso di termini presi da altre lingue per esprimere un’idea anche se, in italiano, esiste la parola corrispondente. Tuttavia molti termini stranieri sono talmente radicati nell’italiano che l’uso del termine corrispondente farebbe sorridere. Oggi l’esotismo si riferisce soprattutto alla lingua inglese che minaccia costantemente la purezza della lingua italiana, in tutti i campi. Molti termini sono anche di derivazione francese.

I provincialismi sono termini o costruzioni di frasi che rimandano a dialetti regionali: ramerino invece di rosmarino, “tengo mal di testa” invece di “ho mal di testa”, “andiedi” invece di “andai”.
I solecismi non sono altro che delle sgrammaticature: “se voi potreste andare” invece di “se voi poteste andare”
Gli arcaismi sono parole antiquate, ormai non più in uso nella lingua corrente. “viltade” invece di “viltà”. Sono termini che si trovano nei classici e certamente non nel linguaggio moderno
I neologismi sono parole nuove che si vanno via creando; essi sono tollerati perché la lingua è in continua evoluzione. Non devono essere tollerati quando, se di origine straniera, in italiano esiste un termine adeguato. Es. “backup” invece di “salvataggio”
2) La proprietà di linguaggio consiste nel chiamare le cose con il proprio nome, abusando di termini generici, utilizzandoli in svariate situazioni. Questi vocaboli generi, assolutamente da evitare sono: cosa, bello, dire, fare ecc…
Un bel libro invece di un libro interessante
Una bella ragazza invece di una ragazza avvenente
Una bella nevicata invece di una nevicata abbondante
3) La chiarezza è una qualità che permette al lettore di capire immediatamente il nostro pensiero. Il contrario è l’ambiguità. La chiarezza può essere compromessa anche da periodi troppo lunghi e dall’uso di incisi.
Esempio:
La signora Maria ha incontrato il maestro e gli ha chiesto notizie di suo figlio. La frase è ambigua perché non si capisce se il figlio è della signora Maria o del maestro.
Se si tratta del figlio del maestro si dirà: “La signora Maria ha incontrato il maestro e gli ha chiesto notizie del figlio di lui /del di lui figlio”.
Se si tratta del figlio della sig.ra Maria si dirà: “La signora Maria ha incontrato il maestro e gli ha chiesto notizie del proprio figlio
4) La convenienza consiste nell’adattare il linguaggio alla situazione e all’interlocutore. Il tono potrà essere amichevole, familiare, solenne, ecc…. Per salutare una persona con cui non abbiamo rapporti si dirà: “ArrivederLa/Arrivederci. Se invece ci rivolgiamo ad un amico diremo: “Ciao, a presto/ ci vediamo”
5) La naturalezza si ha quando si evitano ricercatezza od artificio. In genere si ottiene evitando l’uso di superlativi, detti o scritti tanto per aggiungere qualcosa ed infarcire la frase. Per esempio: abuso di “colossale”, “formidabile”, ecc..
6) La brevità è quell’aspetto testuale per il quale si tralascia tutto quanto è superfluo e che serve solo ad appesantire la frase. Il contrario è la prolissità quando si ripete il concetto con sinonimi, divagazioni o ripetizioni. Molto simile alla brevità è la concisione che è una brevità accentuata (cfr. Tacito)
7) L’armonia è un suono gradevole. Il suo contrario è la cacofonia che deriva dall’incontro sgradevole di gruppi di lettere uguali: Es. “fra fratelli”, “con “contegno”

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