Cesure

La cesura separa il verso in due parti, detti emistichi. Corrisponde al respiro del poeta e serve anche a mettere in risalto una parola chiave o a potenziare il significato della parola che la precede e che la segue. Le cesure non sono presenti in tutti i versi italiani ma solo in quelli più lunghi spesso in corrispondenza della punteggiatura. Ci sono alcune regole per individuare la cesura. Ad esempio nell’ottonario è dopo la quarta sillaba e nel dodecasillabo dopo la sesta. Nell’endecasillabo invece varia. E’ riconoscibile quando si trova tra una parola con accento sull’ultima sillaba e un’altra con accento sulla prima.
Abbiamo esempi di cesure fin dai tempi più antichi, sia latini che grechi. Infatti già nei poemi epici ne troviamo degli esempi:
Μῆνιν ἄειδε ||θεά, (Iliade, I)

Ἄνδρα μόι ἔννεπε,|| Μοῦσα (Odissea, I)
Arma virumque cano || Troiae qui primus ab oris (Eneide, I)
Quidve dolens || regina deum || tot volvere casus (Eneide, I)
Obruit Auster aqua involvens || navemque virosque (Eneide, VI)
Dic mihi, Damoeta, || cuium pecus? || An Meliboei? (Bucoliche, III)
Inoltre le cesure vengono ancora usate dagli autori moderni:
Oggi non faccio nulla.|| Faccio festa. (Saba)
E di terra la forma e || la speranza. (Onofri)
Per far più bello || l’ultimo trofeo (Foscolo)

Sinalefe

Si ha una sinalefe quando nel conteggio delle sillabe la vocale finale di una parola e quella iniziale della parola successiva si fondono. Questa fusione può avvenire anche se tra le due vocali si trova la lettera h.
Abbiamo molti esempi di questo fenomeno nella poesia moderna:
Solo e pensoso i più deserti campi… (Petrarca)
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono… (Petrarca)
di gente in gente, me vedrai seduto (Foscolo)
Dolce e chiara è la notte e senza vento… (Leopardi)
e il naufragar m’è dolce in questo mare. (Leopardi)
e tu non torni ancora al tuo paese! (Pascoli)
nel muto orto solingo (Carducci)

Dialefe

La dialefe è il contrario della sinalefe. Quindi è il tenere separate due sillabe nelle quali si potrebbe fare la sinalefe. Si usa per ottenere il numero di sillabe voluto nel verso. Spesso una delle vocali vicine tonica(con l’accento). Esempi di dialefe ne fa spesso Dante:

tant’era pien di sonno /a quel punto (Dante)
O / Alberto tedesco ch'abbandoni (Dante)
E tu che se' costì, / anima viva (Dante)
vedi colà / un angel che si / appresta (Dante)

Dieresi

La dieresi è quando due parole che formano un dittongo invece di formare una sola sillaba ne formano due. La dieresi si riconosce grazie ai sue puntini sulla prima delle due vocali.
Eccone alcuni esempi:
Dolce color d’orï/ental zaffiro (Dante)
A te convien tenere altro vï/aggio (Dante)
lui folgorante in solï/o (Manzoni)
e arriso pur di visï/on leggiadre (Carducci)
con ozï/ose e tremule risate (Pascoli)

Sineresi

La sineresi è quando due vocali che formano uno iato vengono contate come una sillaba sola quando dovrebbero essere contate come sillabe diverse.
morte bella parea nel suo bel viso (Petrarca)
Lo ciel perdei, che per non aver fé (Dante)
e fuggiano, e pareano un corteo nero (Carducci)
ed erra l'armonia per questa valle (Leopardi)
su la tua pietra o fratello mio, gemendo (Foscolo)
RIME
La rima è quando le parole finali di due o più versi mostrano suoni identici. SI dicono rime perfette quelle che hanno sia le vocali sia le consonanti uguali. Si chiamano invece assonanze quando ci sono le vocali uguali e consonanze quando le lettere uguali sono le consonanti.
Esistono diversi tipi di rime:
•Baciata  AA BB CC
Una donna s'alza e canta
La segue il vento e l'incanta
E sulla terra la stende
E il sogno vero la prende
(Ungaretti)
•Alternata  AB AB CD CD

Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d'acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatore...
E non sono triste. Ma sono
stupito se guardo il giardino...
stupito di che? non mi sono
sentito mai tanto bambino...
(Gozzano)
•Incrociata  ABBA CDDC
Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni; usciamo. Tempo di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.
Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato
serba ancora per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.
(D’Annunzio)
•Incatenata  ABA BCB CDC
Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.
Queste parole da lor ci fuor porte.
(Dante)
•Ripetuta  ABC ABC
Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;
et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
(Petrarca)
•Invertita  ABC CBA
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira..
(Dante)

Hai bisogno di aiuto in Analisi del testo e scrittura di testi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email