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La flessione


La flessione parte dal presupposto che l'informazione grammaticale deve essere indicata nella parola, se non ne indicata le parole sono agrammaticali in una lingua di tipo flessivo. La flessione è il processo che aggiunge alla radice o alla base delle informazioni grammaticali, la flessione non può mai cambiare la categoria lessicale di un morfema.
Se si vuole cambiare il genere di un aggettivo, "bello", uno può utilizzare la forma "bella", ma l'informazione grammaticale non cambia l'informazione lessicale. Morfema "A" introduce solo l'informazione grammaticale e non si interessa alla categoria lessicale. Morfema flessivo cambia solo la natura grammaticale. Genere, numero e tempo devono essere indicati dal genere grammaticale. Anche il modo, diatesi e persona. Diatesi attiva o passiva, in italiano si costruisce con verbo essere e participio passato.
Attraverso la flessione si è in grado di comprendere quali sono i tratti grammaticali e sintattici di una parola, ciò però avviene solo in una lingua definita secondo il sistema linguistico come "flessiva". Delle lingue flessive sono un'esempio l'italiano e il latino.
Una lingua non flessiva invece non contiene informazioni grammaticali all'interno della parola infatti esistono lingue che non hanno distinzione tra "bello" e "bella" per esempio, ma hanno un'unica parola.
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