Concetti Chiave
- Le proteine sono costituite da vari elementi chimici e svolgono funzioni vitali, tra cui strutturali e metaboliche, nei tessuti animali e vegetali.
- Le proteine digeribili rappresentano la frazione di proteine effettivamente assorbite dall'organismo, calcolate sottraendo le proteine non digerite.
- I microrganismi nel rumine dei ruminanti possono sintetizzare proteine utilizzando azoto non proteico, come l'urea, migliorando l'efficienza nutrizionale.
- Un corretto equilibrio tra fonti di energia (zuccheri) e proteine è essenziale per ottimizzare la digestione e l'assimilazione delle proteine nei ruminanti.
- Il rapporto mais/soia nella dieta influisce sul bilanciamento C/N, importante per il funzionamento dei microrganismi ruminali e l'efficienza proteica.
Nel seguente contenuto si parlerà delle proteine e degli amminoacidi, la tipologia e l'utilizzo in ambito zootecnico.
Indice
La Natura biochimica delle proteine
Si tratta di macromolecole composte da catene di amminoacidi. Sono composte da idrogeno, carbonio, ossigeno e azoto. Nelle proteine complesse, si riscontra spesso anche lo zolfo, essenziale per la formazione dei ponti disolfuro e il fosforo. Oltre alla nota funzione plastica, necessaria per la costruzione dei muscoli e delle membrane cellulari, le proteine svolgono ruoli cruciali come catalizzatori (enzimi), messaggeri (ormoni) e trasportatori di molecole nel sangue.
Classificazione e tipologie proteiche
La varietà delle proteine in natura è immensa e può essere classificata in base alla solubilità e alla funzione:- Albumine: Proteine idrosolubili presenti sia nei tessuti animali che in quelli vegetali.
- Globuline: possiedono un rapporto amminoacidico estremamente equilibrato.
- Glutine.
- Proteine di sostegno: Come il collagene, cartilagini e tessuti connettivi.
- Miosina.
- Proteine coniugate: Includono le nucleoproteine, le lipoproteine e le fosfoproteine.
Dinamiche del fabbisogno e produzioni zootecniche
Il fabbisogno proteico di un organismo varia drasticamente nel corso della vita. Durante la fase di accrescimento, dai primi istanti di vita fino alla maturità fisiologica, la richiesta è massima per permettere la formazione dei tessuti. Una volta raggiunta la fase matura, le proteine servono per il reintegro della materia eliminata durante i processi degradativi.In ambito zootecnico, la nutrizione proteica è orientata alle produzioni. Che si tratti di produrre latte, carne o uova, l'allevatore deve garantire un apporto costante di aminoacidi per sostenere la sintesi di questi prodotti senza intaccare le riserve corporee dell'animale.
Il concetto di proteina digeribile (PD)
Non tutta la proteina ingerita viene effettivamente utilizzata dall'organismo. Per valutare l'efficienza di un alimento, si utilizza il parametro della Proteina Digeribile.Essa indica la quota di azoto che attraversa la parete intestinale e diventa disponibile per le funzioni metaboliche. Può essere applicato sia ai monogastrici (maiali, polli) che ai poligastrici (ruminanti).
Il metabolismo nel ruminante e il rapporto C/N
I ruminanti possiedono una marcia in più grazie alla simbiosi con i microrganismi del rumine (batteri, protozoi e funghi). Questi microrganismi sono in grado di attaccare le proteine alimentari, degradandole, per poi ricostruirle sotto forma di proteina microbica, che ha un valore biologico superiore. Ancora più sorprendente è la loro capacità di utilizzare l'azoto non proteico (NPN), come l'urea, per sintetizzare amminoacidi.
Perché questo processo funzioni, i microrganismi necessitano di un equilibrio perfetto tra energia e azoto. Questo è espresso dal rapporto Carbonio/Azoto (C/N):
- Il caso mais e soia: Il mais è ricco di amido (energia/carbonio), mentre la soia è ricca di proteine (azoto). Un rapporto 1:1 è troppo sbilanciato verso l'azoto; i batteri non avrebbero abbastanza energia per processarlo tutto, causando sprechi e potenziali problemi epatici.
- L'equilibrio ottimale: Un rapporto Mais: Soia di 3:1 garantisce che per ogni unità di azoto ci sia energia sufficiente per la sintesi batterica, massimizzando la resa nutrizionale.
L'Integrazione con urea e i rischi associati
Quando la dieta è troppo ricca di fibra o energia (alto rapporto C/N), si può ricorrere all'urea come fonte economica di azoto. Tuttavia, l'urea richiede estrema cautela: non deve mai superare il 30% della quota azotata totale della razione. Un eccesso provocherebbe un picco di ammoniaca nel rumine troppo rapido, che supererebbe la capacità dei batteri di trasformarla, portando a tossicità ematica e alcalosi, con conseguenze potenzialmente letali per l'animale.Domande da interrogazione
- Qual è la funzione principale delle proteine nei ruminanti?
- Come si calcola la quantità di proteine digeribili?
- Qual è il rapporto ideale tra mais e soia nella dieta dei ruminanti per ottimizzare la nutrizione proteica?
Nei ruminanti, le proteine servono a supportare la sintesi proteica da parte dei microrganismi del rumine, che possono fermentare proteine alimentari o utilizzare azoto non proteico come l'urea.
Le proteine digeribili si calcolano sottraendo le proteine espulse dalle proteine totali introdotte con la dieta, fornendo un'indicazione sulla resa della nutrizione proteica.
Il rapporto ideale tra mais e soia nella dieta dei ruminanti è 3:1, per garantire un equilibrio adeguato tra energia e proteine.