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Potatura e forme di allevamento


Potatura
Insieme di tutte le operazioni che vengono attuate sulla pianta con lo scopo di regolare l’attività vegetativa e produttiva;
“L’arte di modificare il modo naturale di vegetare dell’albero, al fine di ottenere il massimo rendimento” (Prof. A. Morettini)

Scopi della potatura
- Garantire equilibrio fra vegetazione e produzione della pianta
- Dare una forma alla piante per sostenere la produzione
- Migliorare l’intercettazione dell’energia radiante
- Facilitare la meccanizzazione delle operazioni colturali
- Accelerare l’entrata in produzione
- Evidenziare aspetti estetici (piante ornamentali)

Tipi di potatura
La potatura è suddivisa in:
- ordinaria
1 Di trapianto: al momento della messa a dimora delle piante

2 Di allevamento o formazione: nel periodo di infanzia-giovinezza per dare la forma voluta alla pianta
3 Di produzione: regola attività vegetativa e produttiva e mantiene la forma di allevamento conferita alla pianta
- straordinaria
1 Di ringiovanimento: su alberi senescenti allo scopo di rinvigorirli, effettuando un’energica capitozzatura (Consiste nel taglio delle branche che compongono la chioma effettuato appena al di sopra della loro intersezione con il tronco)
2 Di riforma: per cambiare forma di allevamento
3 Di risanamento (dendrochirurgia): per risanare porzioni di pianta deperite per cause parassitarie

Basi fisiologiche della potatura
I diversi organi della pianta sono in competizione per le risorse->Chioma e radici e frutti, germogli e gemme
Scopo della potatura è mantenere il giusto equilibrio fra gli organi, convogliando però le risorse maggiori verso i frutti

Rapporto chioma/radici
E’ contraddistinto da tre momenti:
Pianta giovane: prevale apparato radicale; potatura blanda per non ritardare eccessivamente l’entrata in produzione
Pianta adulta: rapporto equilibrato che deve essere mantenuto
Pianta senescente: apparato radicale invecchiato, inadeguato a sostenere la chioma; potature vigorose

Rapporto vegetazione/produzione
Per mantenere il corretto rapporto sfera vegetativa/sfera produttiva si interviene con la potatura verde
Eccesso di frutti scarsa¬ differenziazione gemme->Diradamento dei frutti
Eccesso di germogli cascola dei frutti-> Eliminazione di parte della vegetazione

Basi fisiologiche della potatura
Per mantenere un equilibrio fra gli organi è necessario quindi coordinare l’uso di tecniche di coltivazione, curando che la concimazione sia equilibrata, che l’acqua venga fornita nella giusta quantità e soprattutto che la crescita della chioma sia regolare, obiettivo che si ottiene solo con una potatura corretta.

Questo obiettivo può essere raggiunto effettuando due tipi di tecniche:
- il taglio di alcuni rami
- l’impiego di interventi alternativi al taglio dei rami come (le incisioni, le curvature e le piegature dei rami).
Controllo della dominanza apicale
Per prevenire la dominanza apicale nei rami e quindi, per permettere alle gemme sottostanti, tra cui quelle a fiore, di svilupparsi, si può agire in due modi:
- Tagliando l’apice vegetativo (cimatura)
La crescita delle gemme l’ungo l’asse del fusto è inibita dalle auxine prodotte dall’apice. Se l’apice viene cimato, le gemme sottostanti non vengono più inibite e si sviluppano.
- Facendo assumere ai rami una posizione orizzontale o ricurva


La potatura può essere distinta in funzione:
1) Dell’epoca di esecuzione
- Potatura secca o invernale: eseguita dopo gli ultimi freddi invernali
- Verde o estiva: particolarmente per le cultivar molto vigorose; eseguita durante il periodo primaverile estivo; rimuovere la vegetazione eccedente

2) Della quantità di legno asportato
- POTATURA RICCA: quando si lasciano molte gemme per ha e quindi gli interventi di taglio sono limitati; si ottiene una produzione abbondante con qualità dei frutti minore.
- POTATURA POVERA: quando si lasciano poche gemme per ha e quindi gli interventi di taglio sono consistenti; si ottiene una produzione povera con qualità migliore dei frutti

3)delle modalità di taglio
- Lunga: si lasciano sulla pianta rami lunghi (es. nella vite tralci con 10 e più gemme).
-Corta: I rami sono energicamente accorciate con speronature, lasciando poche gemme.

-Mista: Sono contemporaneamente presenti rami lunghi e speroni.

Operazioni di potatura
1) Incisione anulare
Si pratica incidendo la corteccia tutt’attorno; in questo modo si diminuisce il flusso di linfa elaborata alle gemme sottostanti , che germogliano.
Si effettua per favorire l’emissione di rami anticipati e rivestire la pianta.

2)Taglio del caporale
È un’incisione a V, praticata sopra o sotto gemma: se sotto favorisce la messa a frutto della gemma; se sopra, ne stimola la germogliazione

3) Inclinatura (è eseguita in fase di allevamento sulle branche, o anche su rami vigorosi, per ridurre la vigoria e aprire la pianta alla luce)
4) Piegatura è un’inclinazione accentuata che si esegue su rami vigorosi per favorire la messa a frutto e diminuire il vigore.
5) Curvatura consiste nel piegare rami di una pianta ad arco. Lo scopo è quello di ridurre il suo sviluppo e portarlo verso una prossima fruttificazione


Interventi complementari di potatura
Sono operazioni tipiche della potatura verde, che eliminano i germogli o le loro parti non utili all’economia della pianta:
- Spollonatura: si eliminano i polloni
-Scacchiatura: si asportano i succhioni e i germogli superflui
-Cimatura: si elimina la parte distale del germoglio in fase di allevamento per alterare la dominanza apicale e ottenere l’emissione di rami anticipati;
Altre operazioni
- Torsione: interruzione di parti dei vasi conduttori, per favorire la fruttificazione
- Sfogliatura: asportazione più o meno accentuata di foglie, praticata sull’uva e in certi fruttiferi per migliorarne la colorazione del frutto.

Potatura di allevamento

Scopo: favorire nel più breve tempo possibile la struttura della pianta secondo la forma di allevamento prescelta
Rapido raggiungimento della fase di maturità, ossia della piena fruttificazione;
Facilitare la meccanizzazione delle cure culturali
Consentire che buona parte delle operazioni di potatura e raccolta avvengano a terra

Evoluzione criteri potatura allevamento
- Fino anni ’60:
Importanza aspetto estetico
Forme in volume: piante ben sviluppate
Sesti ampi con investimenti bassissimi 100-150 p/ha
- Anni 60-70
Diffusione forme appiattite che si adattano alla meccanizzazione delle operazioni
Investimenti 500 p/ha
Cv più produttive adatte a forme contenute
- Anni 80-00
Ritorno delle forme in volume a bassa espansione
Forme libere caratterizzate da: altezza ridotta; sviluppo contenuto; bassi costi di produzione; buona illuminazione; possibilità di meccanizzare le operazioni; evoluzione forme di allevamento

Forme di allevamento in volume
La chioma si estende nell’interfila
-Piramide
-Fuso
-Monocono
-Vaso
-Globo
Forme di allevamento in volume espanso
Vaso: Con il termine vaso in frutticoltura si indicano diverse tipologie di forme di allevamento in volume
-Vaso classico per drupacee e pomacee
-Vaso globoso per gli agrumi
-Vaso policono e vaso cespugliato per l’olivo
-Vaso ritardato e vaso californiano per il pesco
L’albero in produzione è costituito da un fusto alto circa 50 – 70 cm da terra dal quale si dipartono 3 branche distanziate di 5 – 10 cm e inclinate rispetto alla verticale di 40 – 45° le branche sono lunghe 3 – 4 metri e portano rami laterali disposti a lisca di pesce di pezzatura e di lunghezza decrescente dal basso verso l’alto. L’altezza massima dell’albero adulto è di circa 3 m.

Le distanze di impianto sono di 6 – 7 m tra le file e di 3 – 4 m lungo la fila.
Allo scopo di evitare ombreggiamenti tra le branche le stesse vanno allevate a piante alterne due da una parte e una dall’altra rispetto all’asse del filare.

Vantaggi e Svantaggi Vaso
1)Vantaggi
-Le operazioni colturali si possono compiere da terra
-Le piante non necessitano di strutture permanenti di sostegno
-Produce ottimi frutti anche nelle parti basse
-La forma si adatta a tutte le varietà (bianche, gialle e nettarine)
2) Svantaggi
-Richiede 3 – 4 anni per raggiungere la piena produzione ad ha.
-Su alcune varietà sono necessari puntelli per sorreggere branche troppo cariche.
-Presenta rischi di scosciatura delle branche

Realizzazione di un vaso
- 1° anno
A marzo: spuntatura dell’astone a circa 60- 80 cm
A Giugno – Luglio: scelta dei tre germogli , con angolo d’inserzione ampio, che costituiranno le branche principali
In inverno: Raccorciamento tra rami.
- 2° anno
A giugno- luglio: scelta dei due germogli per branca
Il 1° per prolungare la branca primaria Il 2° per costituire la prima sottobranca
In inverno: raccorciamento delle tre branche e delle tre sottobranche
- 3° e 4° anno
A giugno – Luglio: scelta di due germogli per branca
La 2° sottobranca sarà posizionata nella parte opposta alla 1°
In inverno: raccorciamento delle tre branche primarie a 80 – 100 cm dal taglio precedente

Il monocono
Forma utilizzata per l’Olivo proposta nell'intento di facilitare la raccolta e soprattutto, la potatura meccanica.
Struttura: La vegetazione è distribuita su un unico asse verticale (fusto) sul quale si inseriscono, con angolo molto aperto, le branche primarie aventi una lunghezza decrescente dalla base all'apice della chioma, che assume così una forma a cono; la lunghezza delle branche principali basali non dovrebbe superare i 2,5 m per un'efficiente trasmissione della vibrazione nel caso di raccolta meccanica; le branche principali dovrebbero essere disposte a spirale sul fusto e quelle sovrapposte fra loro dovrebbero essere distanziate di almeno 1 m per non esaltare l'ombreggiamento reciproco; il fusto deve essere privo di branche per un'altezza di circa 1 m; altezza massima non deve superare i 5- 6 m; I sesti d’impianto più comuni sono m 5/6 x 6 pari a 300/350 piante /ha;

Formazione del monocono
- Nel 1° anno si fanno soprattutto interventi al verde, eliminando i succhioni, che si sviluppano nella parte dorsale dei rami principali e favorendo la cima, che non deve subire la concorrenza di altri germogli; alla fine dell’anno le piante debbono possedere una buona ramificazione laterale ed essere alte
- Nel 2° anno si mette il tutore alla pianta; Si tiene alleggerita la cima che deve essere vigorosa e nella giusta posizione; Si eliminano i rami inseriti sul tronco da terra fino a cm 30 A fine anno la pianta, alta sui 2 m dovrebbe già aver assunto la forma a monocono.
- Nel 3° anno si continua con eliminazione dei succhioni, dei polloni, e dei rami inseriti sul tronco fino a cm 60
-Nel 4° anno: alla potatura di allevamento si affianca quella di produzione. Si continua a tener alleggerita la cima; le branche laterali debbono essere rivestite di rami a frutto e correttamente esposte.All’interno della chioma si eliminano i rami in ombra o affastellati; sul tronco si asportano i rami fino a 80 – 90 cm da terra; la pianta raggiunge l’altezza di m 3
-Dal 5° anno: struttura scheletrica ormai formata, si deve mantenere l’equilibrio vegeto produttivo della pianta

Vantaggi
-Richiede una limitata potatura di allevamento e con parecchie cultivar è di facile ottenimento
-Consente la parziale meccanizzazione della potatura e la raccolta meccanica con il vibratore del tronco
Svantaggi
- Con l'aumentare della dimensione della chioma, si verifica un progressivo incremento dell'ombreggiamento nelle porzioni interne
- Rende difficoltoso sia il posizionamento in modo stabile delle scale per potare e raccogliere manualmente, sia l'esplorazione della chioma per la raccolta con pettini pneumatici a causa dell'assenza di finestrature
- Può determinare problemi di visibilità del fusto nell'agganciare il vibratore del tronco a causa della vegetazione ricadente inserita sulle lunghe branche basali

Forme di allevamento in volume compatto
Il fusetto
Il fusetto libero è una forma caratterizzata da un palco costituito da quattro branche corte e robuste, lunghe circa un metro, posizionate a 60 – 90 cm dal colletto e da un asse centrale rivestito di corte branchette produttive con angoli di inserzione sull’asse molto aperti

Formazione del fusetto nel melo
-Spuntatura dell’astone a 80 -90 cm, se non è provvisto di rami anticipati il germoglio più alto, o l’apice dell’astone indisturbato, costituirà la freccia
-Cimatura dei germogli vicini alla freccia e scelta dei germogli più aperti
FINE ESTATE
-Porre in posizione orizzontale i 3 -4 rami che costituiranno il primo gruppo di branche
-Eliminazione dei rami sottostanti il primo palco e di quelli concorrenti della freccia
2° anno: Durante la vegetazione si cimano o si piegano i germogli vigorosi, verticali, e quelli sorti sotto l’impalcatura con la potatura secca eliminare i germogli cimati e risparmiare quelli che possono aver formato lamburde
3° anno: Potatura di formazione e produzione insieme
Fine anno individuare i germogli che costituiranno il 2° palco favorire lo sviluppo di rami orizzontali alleggerire la parte alta della chioma
Eliminare i rami sorti dorsalmente sulle branche
Eliminare formazioni fruttifere invecchiate
Mantenere le branche entro una lunghezza di circa 70 – 120 cm con tagli di ritorno

Forme di allevamento appiattite
La palmetta irregolare La palmetta ha subito nel tempo forte evoluzione:
- Si abbandona la geometricità della forma si passa da REGOLARE A IRREGOLARE
- Si riducono gli interventi di potatura nella fase di allevamento, non si spuntano più i rami (potatura a tutta cima), anticipando la formazione dello scheletro e messa a frutti, p. ANTICIPATA
- Si abbassa l’altezza delle piante, e aumentando lo spessore, con alcuni rami diretti verso l’interfila, p. LIBERA
Palmetta irregolare (libera e anticipata): le branche non sono disposte simmetricamente sul fusto principale:
Anticipata: si accelera la formazione dello scheletro perché si usano astoni già ramificati in vivaio. Fra questi si sceglie il primo palco di branche, poi con una spuntatura estiva si favorisce l’emissione del primo palco, per cui si ottengono due palchi all’anno;
Libera:
-Manca la geometricità della struttura
- Potatura a tutta cima, le branche sono scelte lungo il fusto nella loro naturale emissione ed inserzione
- Quindi la palmetta libera è costituita da un asse centrale su cui sono inserite, senza ordine prestabilito, prevalentemente nel senso del filare, branche e branchette.
-Le distanze d’impianto della PALMETTA: tra le file può variare tra i 3,50 e 4,50 m lungo la fila è di 2,30 – 2,50 m

Y (ipsilon)
-Assai impiegata in passato per pomacee, drupacee e olivo
- Può essere trasversale o longitudinale
In questa forma di allevamento, dal tronco di ogni pianta si fanno partire due branche che vengono inclinate, una opposta all’altra, in direzione dell’interfila. L’angolo di inclinazione è di circa 40°.
Anche in questo caso l’apertura alla sommità deve essere tale da consentire un adeguato passaggio della luce. Visto dall’esterno l’impianto appare molto simile alla Forma a V, dal momento che si va sempre a costituire una doppia parete disposta su due piani inclinati, e analogamente a questa presenta gli stessi svantaggi legati ai maggiori costi d’impianto e di manodopera. La qualità dei frutti prodotti è ottima e le produzioni piuttosto buone.

Sistema Bibaum
Il Bibaum è una pianta con due assi equilibrati.
L'originalità sta nell'aver messo a punto una innovativa tecnica di produzione in vivaio di piante con due assi ben-equilibrati, pronti per l'impianto in frutteto.
Caratteristiche impianto
-Bisogna orientare le due cime lungo il filare in modo di ottenere una successione di assi verticali uguali e disposti alla stessa distanza tra loro;
-Il materiale di base deve essere sdoppiato appena sopra il punto d’innesto
-I due assi devono essere di pari vigoria e ben ramificati;
-Per garantire un accrescimento equilibrato di entrambi gli assi è importante mantenere il punto d’innesto a un’altezza minima di 10- 15 cm dal suolo;
-Indicativamente i sesti da adottare sono di 1.20 m sulla fila, in modo da disporre un’asse ogni 0.60 m, e di 3,80 – 4.00 m tra le file per una densità ad ettaro che varia da 2.000 a 2800 piante
- In corrispondenza della biforcazione è necessario mantenere, un angolo inferiore a 50° per evitare la formazione di ricacci nella parte interna, posizionando il primo filo di ferro per il sostegno delle piante a 1.20 m da terra;
- Al di sopra del primo filo mantenere gli assi verticali ed equidistanti tra loro;
- Eliminare i rami troppo bassi e quelli troppo vigorosi che ostacolerebbero l’accrescimento dell’asse;
- Le cime non vengono spuntate, ma devono essere lasciate libere di crescere fino al raggiungimento dell’ultimo filo all’altezza prestabilita del frutteto
Vantaggi sistema Bibaum
-Realizzazione di frutteti a parete sottile.
-Riduzione degli interventi di allevamento.
-Semplicità di potatura, diradamento manuale e raccolta.
-Ottima meccanizzabilità (potatura, diradamento, diserbo, raccolta)
-Ottima gestione del vigore.
-Bassi costi di gestione.
-Migliore qualità dei frutti.
-Incremento delle rese produttive.
-Aumento dell'intercettazione della luce.
-Ottima produttività, buona precocità.

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