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Olio di colza


La colza (Brassica campestris) appartiene alla famiglia delle Cruciere. I semi contengono il 39-45% di olio. Rettificato, l’olio di colza ha colore giallo, odore particolare e sapore gradevole. La caratteristica principale di questo olio è il suo elevato contenuto di acido erucico, presente in media per il 20-25%, con punte anche del 50%.
Questo acido grasso monoinsaturo a 22 atomi di carbonio risulta tossico, se consumato in forte quantità, a livello di miocardio, delle ghiandole surrenali e del fegato. Per questo motivo la legge italiana ha fissato un limite massimo del 5% per il contenuto di acido cruccio negli oli di semi vari e nelle margarine: Attualmente si utilizza una varietà di colza priva di acido cruccio (chiamata “Canola” dall’unione delle parole “Canada” e “oil”) da cui si ottiene l’olio di colza zero cruccio.
In Italia quest’olio è destinato al settore industriale e alla produzione di biodiesel.

Olio di colza


La colza (Brassica campestris) appartiene alla famiglia delle Cruciere. I semi contengono il 39-45% di olio. Rettificato, l’olio di colza ha colore giallo, odore particolare e sapore gradevole. La caratteristica principale di questo olio è il suo elevato contenuto di acido erucico, presente in media per il 20-25%, con punte anche del 50%.
Questo acido grasso monoinsaturo a 22 atomi di carbonio risulta tossico, se consumato in forte quantità, a livello di miocardio, delle ghiandole surrenali e del fegato. Per questo motivo la legge italiana ha fissato un limite massimo del 5% per il contenuto di acido cruccio negli oli di semi vari e nelle margarine: Attualmente si utilizza una varietà di colza priva di acido cruccio (chiamata “Canola” dall’unione delle parole “Canada” e “oil”) da cui si ottiene l’olio di colza zero cruccio.
In Italia quest’olio è destinato al settore industriale e alla produzione di biodiesel.

Olio di semi vari


Si tratta di una miscela di diversi oli. Per legge non è necessario indicarne la composizione, salvo per i composti presenti in quantità superiore al 20%, e questo evidentemente non è elemento che ne favorisce il consumo. Spesso per produrre olio di semi vari vengono usati gli oli più economici, in particolare olio di soia e olio di colza. Quest’ultimo, come si è detto, può contenere acido cruccio, nocivo se assunto in quantità considerevole. Ricordiamo che a questo proposito la normativa sugli oli di semi vari prevede un massimo del 5% (livello sicuramente innocuo) per questo acido grasso: Anche se non pericoloso per la salute, l’olio di semi vari è in definitiva un prodotto di basso valore merceologico, decisamente inadatto per le cotture.

Oli dietetici


Sono oli di semi cui vengono aggiunti nutrienti. Si utilizzano in genere oli di mais o di arachide, eventualmente in miscela, ottenuti mediante il normale processo di lavorazione, e addizionati di fattori vitaminici: vitamina E, che preserva gli oli molto insaturi dall’ossidazione, e vitamine A e B6. La produzione e il commercio di questi oli sottostanno a specifiche autorizzazioni del Ministero della Sanità. Il loro prezzo piuttosto elevato non sembra giustificare la qualità nutrizionale del prodotto. Si tratta comunque di oli che garantiscono la presenza di cospicue quantità di acido linoleico che, come si è detto, è un acido grasso essenziale. Per la loro composizione non sono adatti all’impiego nelle cotture.
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