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I Legumi (chiamati scientificamente parlando Fabacee, da “faba” = fava, una delle colture più antiche mai esistite) possono essere chiamati anche Leguminose (da “Legume”, che sta a significare “il frutto più presente”) o anche papilionacee (chiamate così per la forma del frutto, che ricorda una farfalla).
Questi Legumi sono delle piante appartenenti dei dicotiledoni, più esattamente nell’ordine delle Fabales.
La famiglia dei Legumi è eterogenea, infatti vi appartengono sia piante erbacee, che arbustive, che arboree. Tutte hanno foglie che possono essere palmate, pennate o composte e sono determinabili da un fiore papilionaceo formato da un vessillo (un petalo di grandi dimensioni) insieme ad altri due più piccoli che contengono le carene e le ali.
La caratteristica assolutamente comune a tutte le specie della famiglia citata è quella della presenza del baccello (o legume), ossia il frutto della pianta dotato di un cappello in cui si racchiudono i semi. In casi particolari (prendendo per esempio l’arachide o affini) presenta delle strozzature dette lomenti che, al momento della maturità del legume, si apre in due suture (dorsale e ventrale), permettendo di rilasciare i semi.

Altro carattere comune delle papilionacee è la presenza di un particolare batterio sulle radici (chiamato Rhizobium leguminosarum, atomo in grado di fissare l’azoto dell’atmosfera) conveniente a coloro che lo raccolgono, in quanto rendono i legumi sostenibili per gli agro-ecosistemi (ecco anche perché i legumi sono presenti dappertutto, anche in Groenlandia) e permette anche di usare essi come concime del terreno con la tecnica del sovescio.

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