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L’erosione: idrica e eolica


L’erosione è un processo che determina la rimozione di suolo da un luogo, depositandolo in un altro. Può essere causata dall’acqua (erosione idrica), dal vento (erosione eolica) e da altri fattori (ghiacciai, correnti marine). 1) L’erosione idrica si verifica quando l’intensità della pioggia supera la capacità di infiltrazione del suolo ed è un processo negativo in quanto riduce lo spessore del terreno rimuovendo la parte più superficiale e più fertile del terreno, asportando sostanza organica e trasportando gli elementi nutritivi e prodotti fitosanitari nelle acque che servono alle piante che lo rendono meno fertile (tollerabile se asportazione minore di 12 t/ha/anno). L’erosione idrica può essere splash erosion cioè dovuta all’azione battente della pioggia che causa la rottura degli aggregati, l’erosione laminare causata dal movimento dell’acqua che scorre sul terreno in maniera uniforme, l’erosione a solchi l’acqua si concreta in percorsi preferenziali formando solchi di limitata profondità e l’erosione a burroncelli avviene quando l’acqua di deflusso si accumula e scorre rapidamente in canali stretti e profondi asportando una notevole quantità di terreno.2)L’erosione eolica è Il processo di distacco, trasporto e deposizione delle particelle solide nel terreno operato dal vento (deflazione). Si verifica quando Il vento rimuove le particelle più fini (argilla e limo) che vengono depositate anche a molti chilometri di distanza, mentre quelle più grossolane (sabbia) vengono trascinate per rotolamento e si accumulano sotto forma di dune, mentre le pietre e i ciottoli (scheletro) rimangono sul posto (in loco) formando il residuo di deflazione roccioso. Per limitare l’erosione eolica si introducono le barriere frangivento riducendo l’intensità e la frequenza delle lavorazioni si evita di polverizzare il terreno, le coltivazioni a strisce e le tecniche dell’agricoltura conservativa (cover crop, semina su sodo, residui colturali sul terreno e rotazioni). I fattori che influenzano l’erosione sono l’intensità e la durata dell’evento piovoso, la pendenza e la lunghezza del terreno, la velocità d’infiltrazione dell’acqua nel terreno che viene determinata dalla tessitura e dalla struttura del suolo, dalla presenza di una coltura e dalla presenza di copertura vegetale che attenua l’azione disgregante. Le pratiche adottate per limitare gli effetti dell’erosione sono ridurre la lunghezza di scorrimento dell’acqua, mediante lo scavo di fossi trasversali, e le sistemazioni in pendio (girapoggio e a cavalcapoggio, modificare il dislivello con sistemazioni a terrazze o a ciglioni), eseguire le lavorazioni e la semina per traverso, mantenere una buona stabilità strutturale del terreno attraverso l’apporto di sostanza organica, adottare rotazioni colturali, introdurre la coltivazione a strisce(consiste nell’alternare colture che proteggono il suolo dall’erosione con altre meno produttive, o colture con periodi di coltivazione diversi), tecniche dell’agricoltura conservativa (lasciare sul terreno i residui della coltura precedente(sod-seeding), adottare tecniche di minima lavorazione o di non lavorazione (no tillage), seminare colture di copertura nei periodi scoperti di vegetazione tra una coltura principale e quella successiva colture intercalari).
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